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Como, Angela Casarola in "lotta" contro la guerra per i suoi nonni in Ucraina

La 14enne ha vinto il premio come migliore studentessa sportiva e lo ha dedicato ai suoi nonni che vivono a Ternopil ma ha ricordato anche le sue amiche e atlete in Ucraina

Angela Casarola ha 14 anni e ieri, 8 marzo 2022, ha ricevuto il premio come miglior studentessa sportiva. Il Premio Giovani, sostenuto da Banca Generali Private di Como e giunto alla trentaduesima edizione, è stato assegnato a questa atleta della lotta olimpica di Olgiate Comasco e la giuria non ha avuto alcuna esitazione: la ragazza ha saputo coniugare un ottimo profitto scolastico con splendidi risultati agonistici in appuntamenti nazionali, europei e internazionali.

Non c'è da stupirsi. Angela è figlia di Maurizio Casarola e Lyudmyla Lisnyak, entrambi allenatori e tecnici professionisti di lotta. Lo sport fa parte della vita di Angela da sempre ma è indubbio che - ci spiega il padre - sia stata determinante anche la sua attitudine e la sua forza di carattere. Maurizio, istruttore tecnico federale, è anche l'allenatore di Angela. 

All’età di quattro anni, Angela ha cominciato a calcare il tappeto di lotta al Palazzetto di Muggiò e la sua prima iscrizione alla federazione Fijlkam come atleta del Club Atletica Pesante Como, risale al gennaio 2013. Da subito ha dimostrato spiccata predisposizione per il gesto atletico tipico dei lottatori. Pur essendo fisicamente una longilinea, non ha mai avuto difficoltà nel destreggiarsi nel corpo a corpo, che è la peculiarità determinante di ogni lottatore. Da due anni è campionessa nazionale in questa disciplina. 

Angela ha voluto dedicare questo premio ai nonni materni Hanna e Omelyan che vivono a Ternopil in Ucraina e non hanno intenzione di muoversi.

"Riusciamo a sentirli tutti i giorni - spiegano- e la compagnia telefonica ha regalato fino alla fine del mese minuti illimitati per chiamare in Ucraina sia a Angela che a Lyudmyla: una bella e spontanea iniziativa. Al momento quella zona non è bombardata ma in ogni caso i nonni non sarebbero disposti a lasciare il paese". 

Le parole della 14enne durante la premiazione sono rivolte anche alle atlete ucraine, sue amiche, avversarie e colleghe. In Russia e in Ucraina la lotta olimpica è uno sport importantissimo, come da noi il calcio, e Angela è andata spesso ad allenarsi nei centri sportivi e nelle palestre in Ucraina. 

Le atlete ucraine quando è scoppiata la guerra sono state accolte dalle delegazioni sportive dei paesi limitrofi: le ragazze sono dovute scappare in Polonia, Slovacchia, Ungheria e anche in Germania, così, nonostante la loro vita sia stata stravola, possono continuare ad allenarsi in un ambiente sicuro.

L' appello di Angela, rivolto alla città di Como è che in futuro si faccia qualcosa per poter attivare un centro sportivo anche qui in modo che, quando la guerra sarà finita, potremo accogliere atlete ucraine.

Il termine lotta, oggi più che mai, può assumere vari significati e nella lingua italiana si usa il verbo lottare riferendosi a tante cose: lottare per i propri diritti, lottare per la vita, per amore, per la pace. 

"In ucraino e in russo - ci spiega il padre di Angela - c’è una parola apposta per indicare la lotta come sport: borotba (borbà). Per gli altri tipi di lotta ci sono termini differenti."

Angela ha dedicato il premio vinto ai suoi nonni ucraini, persone forti e ancorate alla loro terra. La giovane atleta ha ben chiaro il significato della parola lottare in tutte le sue sfumature, dentro e fuori dal ring. 

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