Adolescenti e salute di genere: i ragazzi fanno meno prevenzione delle loro coetanee

Un genitore comasco su tre affronta l'educazione sessuale già alle elementari

Le preoccupazioni maggiori dei genitori comaschi: bullismo, dipendenza dalla tecnologia e droga

Secondo uno studio dell’Osservatorio Reale Mutua di Como, oggi è sempre più importante affrontare argomenti storicamente considerati tabù in famiglia, prima che i ragazzi cerchino risposte altrove, magari su fonti inaffidabili, come gli amici o la rete. Nel capoluogo lariano le cose vanno meglio che altrove, un genitore su tre infatti dichiara di affrontare argomenti legati alla salute dell’apparato riproduttivo, e più in generale all’educazione sessuale, fin dall’ultimo anno della scuola primaria.

Eppure ancora, specialmente nei confronti dei figli maschi, l’imbarazzo a parlare di “certe cose” – espressione che si usa con i bambini, proprio per non adoperare parole che ci mettano in crisi – resta forte. L’effetto però è pratico, reale e rischioso: mediamente in Italia, mentre le ragazze con la comparsa della prima mestruazione sono accompagnate spesso dal ginecologo, la prevenzione maschile è quasi assente e i ragazzi non sanno neanche che esista una figura chiamata andrologo.

A Como però, sempre secondo il report, le cose stanno cambiando e un genitore su due dichiara di capire l’importanza di fare prevenzione anche ai maschietti. C’è anche però un contro coro, circa un 20% della popolazione genitoriale comasca, che dichiara apertamente di ritenere inutile la prevenzione alle malattie di genere per gli adolescenti maschi.

Ma perché è così difficile far passare il messaggio? In primo luogo, persiste una certa difficoltà a parlare dell'argomento (45% degli intervistati) ma anche una scarsa informazione sul tema e in particolare sulle problematiche di salute maschili (30%). Eppure non c’è dubbio che la questione si inserisca nel quadro di un’età già fragile. Il rischio più sentito dai comaschi (1 su 3) è il bullismo, un 33% indica la dipendenza dalla tecnologia e il 28% la droga.

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Per combattere questi fenomeni hanno un ruolo importante le esperienze di gruppo (67%), come quelle dello sport, dove si trasmettono valori positivi e l'importanza di relazioni rispettose.
C’è poi un dato a Como che sorprende per la sua lungimiranza. Ben il 20% dei genitori, ritiene indispensabile la figura dello psicologo, un professionista che possa ascoltare i ragazzi, intervenire e prevenire situazioni di disagio e difficoltà. Per un altro 17%, infine, anche i social network sono un veicolo dalle potenzialità educative: favoriscono le interazioni e la condivisione tra coetanei (24%), aprono canali di ascolto per gestire disagi e problematiche giovanili (24%) e fanno passare messaggi di sensibilizzazione (20%).

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