PD e M5S, solidarietà al vicesindaco di Proserpio sul caso delle critiche a Salvini

Dopo le dimissioni di Veronica Proserpio la maggioranza di governo si dice vicina all'amministratrice lariana

Le dimissioni del vicesindaco di Proserpio dopo le dure pressioni mediatiche subite a seguito dello scontro con Matteo Salvini in spiaggia non hanno tardato a sucitare reazioni di solidarietà da parte di esponenti delle forze politiche di governo.
"Vogliamo esprimere la solidarietà - ha dichiarato il Partito Democratico di Como in una nota stampa - a Veronica che negli anni ha servito il proprio comune e la propria comunità. Siamo con Veronica perché il suo operato da amministratrice ne descrive perfettamente il valore, ma soprattutto perché per uno schietto scambio di battute è stata sottoposta a un’ingiusta gogna social totalmente immeritata, ripresa e alimentata poi dai media nazionali.  Non riteniamo concepibile che un'amministratrice comunale sia costretta a dare le proprie dimissioni per avere "osato" criticare il leader della Lega Matteo Salvini. Riteniamo - continua il PD di Como - tutto ciò inconcepibile perché un amministratore deve essere valutato per il suo operato sul territorio, per ciò che fa per la propria comunità. Riteniamo inaccettabile l'epilogo di questa vicenda, frutto di tempi in cui il clamore mediatico scavalca ogni merito personale e professionale. Ci auguriamo che il clima di odio vero che invece si sta riversando su Veronica cessi immediatamente". 

Anche Raffaele Erba, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, esprime la sua solidarietà a Veronica Proserpio che si è dimessa dall'incarico di vicesindaco dopo l'acceso battibecco con Salvini: "Da tutta questa vicenda, quello che emerge è un quadro inquietante sulla possibilità di esprimere la propria opinione. Ritengo sia doveroso manifestare la nostra solidarietà a Veronica Proserpio per quanto ha subìto. A prescindere dalle idee politiche della vicesindaco - aggiunge Erba - credo che la libertà di pensiero non possa essere scalfita da una pioggia di insulti sui social o da pressioni così forti da portare alle dimissioni dall'incarico. Quanto è accaduto conferma la spiacevole deriva degli ultimi anni dove abbiamo assistito a un mutamento preoccupante del dialogo e della dialettica politica: il confronto civile tra le parti si è trasformato in uno duro scontro fine a se stesso con l'unico obiettivo di mettere a tacere la controparte. Non credo che la violenza verbale o le manovre epurative di palazzo siano la risposta giusta. Questa strada è tanto facile quanto improduttiva. Serve fermarsi e fare un passo indietro, per tornare alla capacità di dialogo e di confronto sui temi. E' una strada faticosa conclude il consigliere regionale pentastellato - certo, ma nel tempo porta i suoi frutti e i risultati migliori”.

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