Cultura

Mostra rebus, l'assessore regionale: "Da Como grida di dolore, da 4 anni stessi problemi"

"Non so cosa dire, si lamentano in diversi del mondo culturale comasco. Ma ogni anno mi pare che a Como non cambi nulla e si sia sempre alle prese con gli stessi problemi". Va dato atto all'assessore regionale alla Cultura, Cristina Cappellini, di...

"Non so cosa dire, si lamentano in diversi del mondo culturale comasco. Ma ogni anno mi pare che a Como non cambi nulla e si sia sempre alle prese con gli stessi problemi". Va dato atto all'assessore regionale alla Cultura, Cristina Cappellini, di non aver voluto scendere - almeno non troppo - nell'ambito della polemica politica in merito all'operato del collega di Palazzo Cernezzi, Luigi Cavadini, e in particolare sul tema delle mostre di Villa Olmo (che per quest'anno confinano con il mistero buffo, ndr). Eppure, a fronte delle enormi perplessità che avvolgono tuttora soggetto specifico e modalità organizzative dell'evento 2016 - ingnoto a dispetto del calendario che parla di metà aprile - un'impressione generale arriva. E non è tenerissima.

"Mi arrivano sovente grida di dolore per la situazione a Como, sia da addetti ai lavori sia da suoi colleghi - afferma Cappellini - Ascolto quanto mi viene detto, sento che nell'ambiente culturale ci sono diverse perplessità sull'operato del Comune in ambito culturale e in particolare sulle mostre a Villa Olmo. Ma non vivo lì, non conosco nel dettaglio ogni singola iniziativa o ogni singolo problema, dunque mi limito a registrare quanto mi viene detto e naturalmente ho le mie opinioni".

villa-olmo-3mar15-1"Mi pare che alla fine - prosegue l'assessore regionale alla Cultura - da quattro anni a Como si rincorrano sempre gli stessi problemi: perplessità sulle scelte, difficoltà organizzative, scarsa condivisione con la città. Per quanto mi riguarda, posso dire soltanto che in Lombardia il mio assessorato lavora molto bene con diverse città, da Cremona che è il mio territorio fino a Mantova che sta facendo un lavoro enorme nel ruolo di capitale italiana della cultura per il 2016. Come Regione veniamo coinvolti, ci si confronta sulla programmazione culturale, ci si tiene costantemente in contatto su iniziative specifiche e prospettive più generali di sviluppo culturale del territorio. Como? No, Como non fa parte di queste realtà".

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