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La "sculacciata" di Papa Francesco, il no di Spallino al Pontefice: i figli e gli schiaffi

E voi, come la pensate? Più come Papa Francesco o come Lorenzo Spallino, assessore, avvocato e padre di due figli? La doppia domanda che legittimamente può apparire una provocazione, in realtà, non lo è più di tanto. Perchè via Twitter è stato lo...

E voi, come la pensate? Più come Papa Francesco o come Lorenzo Spallino, assessore, avvocato e padre di due figli? La doppia domanda che legittimamente può apparire una provocazione, in realtà, non lo è più di tanto. Perchè via Twitter è stato lo stesso esponente della giunta di Como a dichiarare pubblicamente la propria netta contrarietà rispetto all'affermazione del Pontefice circa la legittimità o meno, in alcuni casi, di dare una "sculacciata" ai propri figli. Ma facciamo un passo indietro.

Il 5 febbraio scorso, durante la tradizionale udienza generale del mercoledì in Vaticano, il Papa ha pronunciato parole che hanno fatto molto discutere - se non proprio polemizzare apertamente - in tutto il mondo. Queste, peraltro riportate integralmente da Spallino nel suo tweet di cui a breve daremo conto: "Un buon padre sa attendere e sa perdonare, dal profondo del cuore. Certo, sa anche correggere con fermezza: non è un padre debole, arrendevole, sentimentale. Il padre che sa correggere senza avvilire è lo stesso che sa proteggere senza risparmiarsi. Una volta ho sentito in una riunione di matrimonio un papà dire: Io alcune volte devo picchiare un po' i miei figli, ma mai in faccia per non avvilirli. Che bello! Che senso della dignità. Deve punire, lo fa in modo giusto e va avanti".

Queste frasi sono state pronunciate nell'ambito di un lungo e ben più articolato discorso che ha affrontato il tema generale della paternità, fino, appunto, a sconfinare nel tema della "sculacciata". Il punto, però, e che nell'arco di poche ore le parole di Papa Francesco hanno avuto, come ovvio, una eco planetaria e - oltre a molti consensi - ha scatenato anche critiche e qualche polemica. Persino all'interno della Chiesa. Riferiva Repubblica del 7 febbraio: "Le parole del Papa di giustificazione per quei genitori che puniscono i figli usando le mani, hanno causato qualche levata di scudi ieri nella Pontificia Commissione per la tutela dei minori, istituita dallo stesso Francesco e riunita per la prima volta. A esprimere una netta presa di distanza sono stati due autorevoli esponenti dell'organismo, l'inglese Peter Saunders e l'irlandese Mary Collins. Due alfieri della crociata contro la pedofilia, entrambi con alle spalle storie di abusi da parte del clero. I bambini non hanno bisogno di essere picchiati - ha detto Saunders dopo l'incontro fra i 17 membri della Commissione - la violenza fisica non deve avere spazio nell'educazione moderna". Una presa di posizione autorevole ma non isolata.

E veniamo all'assessore Spallino. Il quale, come dicevamo, via Twitter ha preso nettamente le distanze dal Pontefice con queste parole chiarissime: "Alzare le mani sui figli è una sconfitta, prima che una debolezza. Nessuno può dire che si può, nemmeno il Papa". Una visione radicale, che non sembra contemplare non soltanto la sculacciata ma nemmeno il "buffetto" di rimprovero.

Chissà nelle mille e mille case comasche, come la si pensa.

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