Cavadini, capitolo tre. A Villa Olmo inizia la mostra che vale un posto in giunta

Da questa sera, l'assessore alla Cultura di Palazzo Cernezzi inizia il rush finale del suo mandato. O meglio, inizia a percorrere la terza tappa del suo "giro politico-culturale" che lo condurrà a fine novembre a fare i conti con la madre di tutte...

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Da questa sera, l'assessore alla Cultura di Palazzo Cernezzi inizia il rush finale del suo mandato. O meglio, inizia a percorrere la terza tappa del suo "giro politico-culturale" che lo condurrà a fine novembre a fare i conti con la madre di tutte le domande: avrà vinto la scommessa con la trilogia di mostre sulla città o l'avrà persa? Finora, il giudizio è necessariamente sospeso. Gli esiti relativi ai primi due capitoli del trittico - "La città nuova-Oltre Sant'Elia" e "Ritratti di città" - non permettono una valutazione netta e complessiva sul valore a 360 gradi della proposta culturale offerta dall'assessore a comaschi e appassionati d'arte in genere.

mostra-ritratti-como-villa-olmoDiciassettemila visitatori nel primo caso (ma con un buco di bilancio superiore ai 200mila euro), oltre 23mila nel secondo (chiusa in pareggio grazie alla formula del bando di gara aperto ai privati, eliminando costi e rischi per le casse pubbliche) dicono due cose: che, al di là del contenuto culturale delle mostre che ha (come sempre) trovato estimatori e detrattori, ciò che è stato proposto non è stato in grado di generare grandi numeri in termini di visitatori e quindi necessariamente nemmeno di indotto. In secondo luogo che alla fine di "Com'è viva la città-Art & the city 1913-2014" non saranno giudicati soltanto numeri, incassi e giudizi sulle opere ma anche i frutti della politica ostinata di Cavadini di fare della mostra annuale il caposaldo unico e irrinunciabile di molte altre scelte a cascata (dallo spostamento di Parolario e Miniartextil fino alla conferma, tra mille scetticismi, del periodo estivo come cuore temporale dell'evento, passando per l'azzardo ripetuto di bandi di gara a cui ha sempre e soltanto risposto un soggetto, nel 2014 quasi per puro caso).

opere-ritratti-villa-olmo-1Dunque sarà difficile, poco prima di Natale, quando Villa Olmo e la mostra chiuderanno i battenti, non trarre un giudizio complessivo sull'assessore oltre che sul trio espositivo. Resterà ancora l'appuntamento del 2016 (prima dell'anno elettorale 2017), almeno in teoria, per una nuova mostra. Ma se i numeri di "Com'è viva la città" non fossero soddisfacenti, se l'indotto fosse ai minimi termini, se il progetto culturale stesso non ricevesse elogi in parte molto superiore ai pur inevitabile (e opinabili) giudizi negativi, beh, allora in giunta a Como si aprirebbe un problema. E, subito, si aprirebbero polemiche pressoché certe e travolgenti. Naturalmente, a meno che questo terzo capitolo del percorso culturale ideato, voluto e infine realizzato dall'assessore non sia capace di dare davvero il colpo d'ali dopo un biennio di preparazione. Allora Cavadini avrebbe vinto, alla faccia di scettici e ipercritici del primo minuto. Non resta che attendere, dunque.

Tornando alla mostra in sé (inaugurazione oggi, apertura al pubblico da domani 18 luglio e fino al 29 novembre), si coglie lo sforzo di offrire sin da subito qualcosa in più ai visitatori rispetto alla mera esposizione delle opere (ma l'assenza di un bar nel parco griderà vendetta almeno fino a ottobre). Oggi l’apertura al pubblico sarà dalle 21 alle 24 (con chiusura ingressi alle 23). Durante la serata sono previsti momenti culturali, omaggi al rapporto tra uomo e città. Alle ore 21.30, 22.15 e 23 circa si potrà dunque assistere a letture ed esecuzioni di brani musicali eseguiti dal vivo. I tre momenti verranno intervallati dalle canzoni della play-list selezionata direttamente dalla Fondazione Gaber, che ha dato il patrocinio alla mostra (il titolo della rassegna si ispira alla celebre canzone di Giorgio Gaber, che nel ritornello canta “Com’è bella la città, com’è grande la città, com’è viva la città, com’è allegra la città”).

locandina-mostra-2015“Com’è viva la città. Art & the City 1913-2014” è una panoramica lunga un secolo sulla nascita e l’affermarsi della città moderna e sulla vita che scorre nei suoi spazi, attraverso lo sguardo di 50 artisti italiani ed internazionali, in 58 opere che indagano attraverso diversi media, supporti e linguaggi espressivi, i modi del vivere quotidiano. Tra gli artisti esposti, solo per citarne alcuni, figurano De Chirico, Lichtenstein, Pistoletto, Christo, Soldati, Jori, Warhol, Cattelan, Campigli. Curatore della tappa conclusiva del disegno triennale dedicato al tema della città è Giacinto Di Pietrantonio, critico d’arte stimato a livello internazionale, direttore della GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo e docente dell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Se le mostre precedenti “La città nuova. Oltre Sant’Elia” (2013) e “Ritratti di Città” (2014), concepite dall’assessorato alla Cultura, rappresentato da Luigi Cavadini, come un excursus sul tema della città, hanno concentrato l’interesse su di un luogo fisico, architettonico e tangibile, la nuova mostra analizzerà il substrato della città. Con i suoi fermenti, i suoi intrecci di relazioni umane, le sue contraddizioni e le diverse declinazioni di vissuto che la caratterizzano, la città è un luogo fondamentale del vivere sociale. La mostra sarà corredata da un fitto calendario di attività ed eventi collaterali. Il numero di prenotazione per le visite guidate è già attivo al 370-1306160, dal 18 luglio, poi, sarà attivo anche lo 031 571979. On-line è già possibile acquistare i biglietti attraverso il sito www.mostrevillaolmocomo.com

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