Economia Via Milano

Via Milano, dove Como assomiglia a Brixton

Una multietnica comunità di esercenti con tanti clienti da tutto il Lario

Lontano dalle luci delle boutique del centro storico di Como, in via Milano c'è una variegata ed operosa comunità di commercianti. La zona interessata è quella che va dall'incrocio con via Manara fino all'inizio della Napoleona. Un quartiere ricco di uomini e donne con origini diverse: Pakistan, Bangladesh, Turchia, Marocco, Gana, Nigeria, Cina i paesi da dove proviene la maggior parte di questa nutrita collettività di negozianti. In un affollato sabato mattina di fine settembre, a Como sembra di passeggiare per le vie di Brixton, il bellissimo quartiere multietnico di Londra. 

In continua evoluzione, via Milano alta è tutta da scoprire, tra vecchie e nuove attività che stanno dando un nuovo volto alla città, qui simbolo di una mutazione storica, dove l'integrazione ha portato una ventata di sapori e colori che provengono da tutto il mondo, in particolare dall'Asia. Adalate (nella foto in alto) è pakistano e gestisce la sua macelleria a Como da 14 anni; i suoi clienti arrivano anche dall'alto lago per scegliere la sua carne. Poco più in alto Aamir, originario del Kashmir, una regione - ce lo ricorda lui stesso con un po' di nostalgia - al confine tra l'India e il Pakistan, gestisce un altro alimentari; ci accoglie con un abbraccio e prima di farsi fotografare corre nel retro bottega a togliersi il grembiule.

Altri due uomini bangladesi stanno invece lavorando alacremente per aprire nei prossimi giorni una nuova attività: "Avremo carne italiana e pesce, venite a trovarci". Ci invitano così, con un sorriso accogliente e pieno di entusiamo. Lo stesso di un ragazzo del Gana in attesa che il suo telefonino venga riparato. Altra attività, quella dell'elettronica, molto significativa in via Milano. Ma c'è anche una ragazza nigeriana, che tiene in braccio una bellissima bambina, Naomi, con lunghissimi riccioli neri e due grandi occhi neri e curiosi. Lei vende parrucche di tutti i colori e prodotti per i capelli, una parte del corpo alla quale le donne africane tengono moltissimo. Poi ci sono sartorie, parrucchieri, estetisti e ancora molti altri negozi alimentari e ristoranti che offrono un ampio panoramo culinario. Tantissimi i clienti itaiani, soprattutto studenti che si fermano anche solo per uno spuntino.

Insomma un affresco di Como dal sapore davvero internazionale, quello che abitualmente troviamo nelle grandi metropoli. Un esempio di come una città tradizionalmente chiusa come la nostra, si possa culturalmente arricchire anche grazie a una silenziosa rivoluzione delle sue botteghe. 

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