Economia

Vacanze con stangata: 12 euro in più per il pieno di benzina e rincari sulla spesa

Le associazioni dei consumatori puntano il dito contro le "speculazioni sugli spostamenti" e chiedono al governo Draghi di intervenire abbassando le accise

Benzina (immagine di repertorio)

Il  prezzo dei carburanti raggiunge il picco più elevato da novembre 2018. Gli aumenti dei giorni scorsi stanno pesando non poco sulle tasche degli automobilisti tanto che secondo i dati della scorsa settimana del ministero dello Sviluppo Economico, i prezzi in modalità self service hanno raggiunto 1,649 euro al litro per la benzina e 1,508 euro per il gasolio.

"Il conto per la collettività si fa di giorno in giorno più salato, e solo per i rifornimenti le famiglie italiane dovranno mettere in conto una maggiore spesa complessiva pari a 7,6 miliardi di euro a causa della corsa dei carburanti alla pompa" spiega il presidente di Assoutenti Furio Truzzi. I rincari sarebbero stati determinati dal maggior costo del petrolio, ma secondo l'associazione dei consumatori "pesano anche le speculazioni sugli spostamenti degli italiani, che arrivano puntuali in prossimità delle vacanze estive". Resta il fatto che il prezzo della benzina è cresciuto addirittura del 17,5% rispetto al 2020. 

"Il governo deve intervenire"

"Ci sono poi gli effetti indiretti che già iniziano a farsi sentire sulle tasche degli italiani" sottolinea Truzzi, "dall'aumento dei prezzi al dettaglio per una moltitudine di prodotti ai pesanti rincari delle tariffe luce e gas, e anche l'industria andrà incontro a maggiori costi di produzione che verranno inevitabilmente scaricati sui consumatori". E di fronte a tale scenario, conclude il presidente di Assoutenti, "il Governo Draghi deve intervenire, riducendo la tassazione abnorme che vige sui prezzi dei carburanti e tagliando accise inutile e anacronistiche che servono solo ad aumentare le casse erariali, studiando meccanismi automatici per limitare gli effetti del caro-benzina sulla collettivita' gia' impoverita da un anno e mezzo di Covid".

Il Codacons: "Per un pieno di benzina si spendono 12 euro in più del 2020"

Il Codacons dal canto suo fa notare che un pieno di benzina costa oggi 12,3 euro in più rispetto allo stesso periodo del 2020, sottolineanto che da inizio anno la verde ha subito un rincaro alla pompa del 14,4%, il diesel del 14,2%. E dunque, anche per fare un pieno di gasolio, si spendono mediamente 10,8 euro in più di un anno fa. Aumenti, spiega il presidente Carlo Rienzi, "che si registrano in occasione degli spostamenti degli italiani per il periodo estivo, e determineranno su base annua una stangata media da +295 euro a famiglia".

Caro carburanti: effetto valanga anche sulla spesa

Ma non è tutto. Sì perché secondo Coldiretti, il record dei prezzi dei carburanti avrà (o sta già avendo) anche un effetto valanga sulla spesa con un aumento dei costi di trasporto oltre che di quelli energetici, dal momento che l'85% dei trasporti commerciali avviene su strada. L'aumento è destinato a contagiare l'intera economia perché, sottolinea Colfiretti, se salgono i prezzi del carburante si riduce il potere di acquisto degli italiani che hanno meno risorse da destinare ai consumi. Gli effetti si fanno sentire dalla spesa quotidiana alle vacanze con l'aumento dei costi per i trasferimenti per l'esodo estivo con ben un italiano su tre (33%) che ha scelto di trascorrere le ferie all'interno della propria regione. A subire gli effetti dei prezzi dei carburanti è anche l'intero sistema agroalimentare dove i costi della logistica arrivano ad incidere fino dal 30 al 35% sul totale dei costi per frutta e verdura secondo una analisi della Coldiretti su dati Ismea.

Unem: gli italiano pagano un sovrapprezzo di 7-10 centesimi a causa delle tasse

E sull'aumento dei prezzi interviene anche l'Unem (unione energia per la mobilità) associazione che rappresenta le aziende che operano nell'ambito della lavorazione e della distribuzione dei prodotti petroliferi, il cui presidente Claudio Spinaci ha ribadito oggi nel corso di una conferenza stampa che i prezzi dei carburanti in Italia, al netto delle tasse, "continuano ad essere inferiori di 3-3,5 centesimi euro/litro rispetto alla media dell'area euro". E tutto ciò "pur con una rete ridondante e con scarsa redditività dovrebbe farci capire che qualcosa continua a non andare". Oggi, ha aggiunto Spinaci, gli automobilisti italiani "pagano un sovraprezzo di 7-10 centesimi al litro rispetto agli europei interamente dovuto alla componente fiscale". 

Fonte: Today.it 

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