Cronaca

Si tuffò nel lago per salvare un ragazzo. Tanti complimenti per Kashif, ma la richiesta di asilo è stata respinta

Era il 15 agosto 2015 quando Kashif Ali, migrante pakistano richiedente asilo, ha dato prova di coraggio e senso civico mentre si trovava in fondo a viale Geno a Como. Un ragazzo di appena 14 anni stava affogando. Kashif contrariamente ai numerosi...

Il sindaco ha incontrato Kashif, il ragazzo che si è tuffato per salvare Jospin: "Esempio di coraggio"

Era il 15 agosto 2015 quando Kashif Ali, migrante pakistano richiedente asilo, ha dato prova di coraggio e senso civico mentre si trovava in fondo a viale Geno a Como. Un ragazzo di appena 14 anni stava affogando. Kashif contrariamente ai numerosi astanti (turisti e non) non ha esitato un secondo a tuffarsi nel lago nel tentativo, purtroppo risultato vano, di salvare il giovane Jospin Agossou Mididji. Nonostante il salvataggio non sia andato a buon fine tutti hanno esaltato il gesto di Kashif. Anche il sindaco di Como, Mario Lucini, lo ha ringraziato pubblicamente promuovendo, tra l'altro il conferimento di una medaglia e di una lettera con i ringraziamenti personali e a nome dell'amministrazione comunale per avere messo a rischio la sua vita nel tentativo di salvare il ragazzo che stava affogando.

Quando Kashif si è tuffato non lo ha fatto certo sperando che quel suo gesto potesse in qualche modo spianargli la strada per ottenere l'asilo politico. Di sicuro, però, molti comaschi hanno pensato che un regolare permesso per rimanere in Italia potesse rappresentare per un premio ancor più bello. Niente da fare. Il Settimanale della Diocesi di Como ha pubblicato una notizia davvero poco positiva per il giovane pakistano: la commissione territoriale di Milano ha negato la sua domanda di protezione internazionale. Ora Kashif rischia di essere rimpatriato e di tornare in Pakistan, dove viveva nella regione del Punjab (ai confini con l'India) dalla quale è fuggito per scampare alle violenze dei fondamentalisti. Sempre secondo quanto riporta il Settimanale, verrà presentato ricorso al tribunale di Milano per chiedere di rivedere la decisione della commissione. Nel frattempo Kashif continua il suo percorso di integrazione grazie anche al sostegno della cooperativa Simploké che lo assiste nella Casa delle suore guanalliane a Lora. Il ragazzo frequenta lezioni di lingua italiana e corsi di falegnameria sperando che gli possano tornare utili per una futura vita in Italia.
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