Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca Via Muggio, 16

Giovani, senzatetto e un figlio in arrivo: la difficile vita di Suraj e Mihaela nella casa abbandonata di Muggiò

Vorrebbero un lavoro, ma per ora si accontentano di una stufa

Suraj e Mihaela

Una casa abbandonata, senza vetri né infissi. Il terreno circostante di notte viene utilizzato da qualche incivile come discarica di rifiuti abusivi, chissà, forse anche pericolosi. Lì, intorno a qual rudere di via Muggiò 16 a Como, si respira un'aria malsana. Eppure c'è chi in quella casa abbandonata e fatiscente ci vive: sono Suraj e Mihaela, 24 anni lui, 26 lei. E presto saranno in tre ad abitare in quell'angolo di città dimenticato da tutti. Mihaela aspetta un figlio, è al quinto mese di gravidanza. Maschio o femmina non si sa. "Non vogliamo saperlo", dicono i due giovani innamorati. 

In realtà Mihaela non ha nemmeno mai fatto una visita ginecologica, né un'ecografia o qualsiasi altro esame che generalmente le donne incinte fanno mese dopo mese per assicurarsi che la gravidanza stia procedendo bene. Il figlio nascerà in inverno, verosimilmente a febbraio, quando la morsa del freddo dalle nostre parti può diventare pericolosa per chi non ha una casa.

Cosa ne sarà di questa nuova famiglia? Suraj e Mihaela non hanno perso il sorriso, si stringono, si abbracciano, si baciano e si guardano teneramente negli occhi, ma non possono nascondere la loro preoccupazione.
Vivono in Italia da dieci anni. Sono entrambi rumeni, di Bucarest per la precisione. Dicono di essere venuti nel Belpaese nella speranza di costruirsi una vita migliore di quella che li attendeva in Romania, ma anche qui non sono riusciti a sottrarsi alla povertà.

Suraj ha abitato praticamente in ogni struttura abbandonata di Como ma ogni volta ha dovuto cercarsi un nuovo riparo. "Ho abitato anche nell'area Ticosa e vicino al Blockbuster, ma per un motivo o per l'altro hanno chiuso quei posti - racconta il 24enne senzatetto - e adesso eccomi qui con la mia ragazza. Ma anche questa è una sistemazione temporanea". Sembra, infatti, che quella casa debba essere demolita. Non si sa cosa sorgerà al suo posto, di sicuro non una casa per loro due. In quell'edificio, tra l'altro

Per ora i ragazzi si accontentano di ricevere qualche aiuto per l'inverno. "Preferirei lavorare - dice lui - anche per pochi euro al giorno. Ci basterebbero cinque o dieci auro al giorno e saremmo già contenti. Non chiediamo uno di quei lavori da due o tremila euro al mese, sappiamo che sarebbe impossibile, ma vorrei lavorare". Intanto, però, il freddo è alle porte. C'è un'emergenza da affrontare e loro lo sanno bene. Suraj sa quanto possano essere difficili, anche a Como, i mesi invernali senza riscaldamento. "Avremmo tanto bisogno di una stufa", ci dicono con  gli occhi nuotanti nella speranza. 
Senza elettricità, però, occorre una stufa a legna o alimentata con altro tipo di combustibile, ma questo può solo essere un pericolo per la loro stessa incolumità. Troppe volte, infatti, i vigili del fuoco sono dovuti intervenire per spegnere incendi divampati a causa di fuochi accesi da qualche senzatetto per scaldare i propri giacigli in edifici abbandonati.

Cosa ne sarà, dunque, di Suraj, Mihaela e della loro creatura in arrivo? Qualcuno potrà andare da loro con bevande calde, una coperta e qualcosa da mangiare (tutte cose che gradirebbero tantissimo) ma non sarebbe sufficiente. Una famiglia con un figlio appena nato non può vivere in quel modo.
 

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