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Ritardi, tensioni, cacciaviti e sketch da film: iniziata la rimozione della casetta

Ritardi, tensioni, cacciaviti e sketch da film: iniziata la rimozione della casetta

Ritardi, tensioni, cacciaviti e sketch da film: iniziata la rimozione della casetta

Incredibile sviluppo, questa mattina, per la vicenda della casetta sul lungolago. Degna, onestamente, di un film tra il comico, il grottesco e il drammatico. Tutto è  iniziato alle 9, quando l'assessore all'Urbanistica di Palazzo Cernezzi...

Incredibile sviluppo, questa mattina, per la vicenda della casetta sul lungolago. Degna, onestamente, di un film tra il comico, il grottesco e il drammatico. Tutto è iniziato alle 9, quando l'assessore all'Urbanistica di Palazzo Cernezzi, Lorenzo Spallino, il dirigente del settore, Giuseppe Cosenza, il collega al Commercio, Giovanni Fazio, dirigenti e agenti della polizia locale guidati dal vicecomandante Marco Baffa si sono presentati davanti alla struttura sotto un bel sole estivo. Tutti - come chi scrive - in attesa dell'impresa di traslochi Ballerini che aveva ricevuto dal Comune l'incarico di rimuovere la casetta. Ebbene, all'orario stabilito non si è presentato assolutamente nessuno. Agitazione e nervosismo hanno preso a spargersi rapidamente nel cielo terso sopra il lungolago. Una situazione davvero surreale.

Sono dunque partite le prime chiamate verso l'impresa, che risultava irreperibile. Insomma, a dispetto degli accordi, la società di traslochi che doveva procedere non arrivava. E negli stessi istanti si spargeva la notizia che gli avvocati della società privata che materialmente ha montato e avrebbe dovuto gestire la casette aveva presentato al Tar di Milano la richiesta di sospensiva rispetto al provvedimento che decretava lo smontaggio. Insomma, il ritardo della Ballerini sembrava quasi potesse evitare l'inizio vero e proprio della rimozione della casetta in attesa dell'accoglimento (o meno) della sospensiva da parte dei giudici milanesi.

I telefoni si sono fatti roventi, così come gli umori di Spallino e Cosenza. Nel frattempo, sul posto è iniziata una bizzarra processione di arrivi e partenze.

Dapprima, sull'altro lato del lungolago, è passato senza fermarsi il presidente del Consorzio Como Turistica, Santambrogio. Coincidenza? A suo dire, intercettato soltanto al ritorno, sì: "Sono stato in America, non ho seguito nulla", ha spiegato sorridente a cronisti e dirigenti del Comune. Intanto i minuti passavano e di operai al lavoro sulle pareti di legno, nemmeno l'ombra. Si sono materializzati, però, due emissari della società privata "madre" della

casetta. Piccantissimo il confronto con il dirigente Cosenza, furioso per il ritardo dell'impresa incaricata per il "trasloco". Uno dei due rappresentanti dei privati si è qualificato come "uno della casetta", Cosenza è sbottato: "Ma cosa vuol dire uno della casetta?!". Di contro, l'interlocutore ha replicato: "Mi dica lei chi è!". E il dirigente comunale ha sfoggiato una performance memorabile: "Sono Cosenza Giuseppe, dirigente in servizio al Comune di Como, precedentemente in Provincia, questa è la mia matricola e questo è il mio codice fiscale". Sbigottito, il rappresentante "della casetta" ha replicato affermando che era in arrivo l'accoglimento della sospensiva sulla rimozione da parte del Tar di Milano e che nel frattempo sarebbero arrivati i principali. Non si sono visti né l'uno né gli altri.

A quel punto, alla centesima telefonata alla Ballerini, due operai si sono effettivamente materializzati sul lungolago. Armati di un furgone e di due cacciaviti hanno aperto la porta di ingresso e hanno iniziato a sgomberare gli interni della struttura. Così, tuttora, proseguono lentamente le operazioni.

Come finirà? Impossibile dirlo. Nel caso in cui dal Tar di Milano arrivasse effettivamente l'accoglimento della sospensiva alla rimozione in attesa dell'udienza fissata per fine giugno, le operazioni di smontaggio potrebbero interrompersi immediatamente se non fossero ancora in stato avanzato. In questo caso, invece, cioè se la casetta fosse già "demolita" per metà o oltre, le operazioni andrebbero fino alla fine. Salvo poi - per Comune e privati - ridarsi appuntamento in Tribunale per capire chi, cosa, dove e perché abbia sbagliato. E, quindi, se la casetta tornerà (o resterà) sul lungolago oppure no.
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