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Si potano i ciliegi. Luciana, Moritz (Mantero) e Daniela Gerosa: la polemica è verde

Si potano i ciliegi. Luciana, Moritz (Mantero) e Daniela Gerosa: la polemica è verde

Lo scontro finale Gerosa-Lorini, i mazzi di fiori pelosi, le carte che cambierebbero la storia

Non c'è dubbio: il cantiere del dirigente alla Mobilità, Pierantonio Lorini, che ha riscosso più consenso di sempre è quello aperto ieri intorno e sotto i suoi piedi dall'assessore Daniela Gerosa. Una battuta, naturalmente, ma per il ruvido...

Non c'è dubbio: il cantiere del dirigente alla Mobilità, Pierantonio Lorini, che ha riscosso più consenso di sempre è quello aperto ieri intorno e sotto i suoi piedi dall'assessore Daniela Gerosa. Una battuta, naturalmente, ma per il ruvido ingegnere spesso al centro di roventi contese politiche, giornalistiche o semplicemente "da bar", una giornata con così tanti attestati di stima e solidarietà risulta veramente un unicum. Alcune contrite strette di mano, certamente, saranno state un po' "pelose". Altre - la maggioranza - si direbbero sincere. Ma come mai tutto questo improvviso affetto per il professionista da sempre più discusso del palazzo?

La causa è da cercarsi nella riorganizzazione della macchina comunale appena approvata dalla giunta Lucini su proposta specifica dell'assessore alla partita, Savina Marelli ma ispirata e realizzata (almeno in questo punto) con evidente soddisfazione dell'esponente di giunta di riferimento per il settore di Lorini: Daniela Gerosa, appunto. All'ingegnere, di fatto, il nuovo assetto ha tolto (pur in attesa di vedere il provvedimento definitivo, per ora apparso soltanto nelle sembianze di un comunicato stampa) la direzione dei lavori per i cantieri delle nuove piazze e la gestione dell'arredo urbano. Un depotenziamento che ha suscitato notevole clamore, e che praticamente all'unanimità è stato letto da molti come la concretizzazione dell'insofferenza di Daniela Gerosa (e dunque del sindaco Mario Lucini, per proprietà transitiva) nei confronti del "suo" tecnico principale. Un'insofferenza da tempo palpabile, già sfociata in più occasioni (specialmente per il cantiere di viale Giulio Cesare, talvolta per interposto consigliere) in accuse pubbliche e circostanziate su ritardi e cattive gestioni di interventi vari.

dossi-giulio-cesare-2Alcuni "capi di imputazione" per l'ingegnere, tra i più noti: i lavori iniziati nel febbraio 2014 in via San Giacomo, a Sagnino, e non ancora conclusi; il già citato cantiere di viale Giulio Cesare avviato in autunno e ancora non finito del tutto (mancano le strisce pedonali); il polverone sollevato due estati fa da alcuni rincari ai parcometri cittadini che la giunta sostenne aver appreso solo a cose fatte; persino l'appalto per il potenziamento del vigile elettronico e altre "cosucce" minori. Lui, l'ingegnere dalla barba bianca, non ha voluto (oggi né mai) ribattere punto su punto o scendere sul terreno scivolosissimo dello scontro politico. Però certe cose le ha evidenziate, tra valutazioni e non rari accenni di rabbia per quella sorta di gogna mediatica a cui è stato esposto dall'esecutivo.

palazzo-cernezzi-2Si inseguivano, oggi, nei corridoi di Palazzo Cernezzi, i ricordi delle comunicazioni formali inviate da Lorini a sindaco, assessori e funzionari vari nell'estate 2013 quando scoppiò il caso del tariffe per la sosta adeguate in alcune vie con stupore postumo dell'esecutivo. Roba che una delle polemiche più dure nei suoi confronti si ribalterebbe di 90, forse 180 gradi sui "lanciatori" originari. Ma, solo per fare un altro esempio - tipo, per dire, via San Giacomo a Sagnino - era forte oggi il rimbombo delle voci che ricordavano la determina numero 3 del 2015 e 16 di Registro Generale (non proprio un atto segreto) nel quale veniva dato conto che i lavori in quella strada si sono fermati per mesi a causa dello spostamento dei pali della luce a cui doveva provvedere Enel e non l'ufficio Mobilità. E, come non bastasse, veniva dato conto che sempre il dirigente aveva dovuto combattere con la società che pretendeva 55mila euro dal Comune per procedere con un intervento che invece doveva essere svolto dall'azienda gratuitamente a norma di legge (e alla fine, Lorini vinse: a Enel saranno pagati soltanto 15mila euro per i pali insistenti in zone private. Risparmio totale per il Comune: 40mila euro e se i lavori non sono ancora finiti è sempre per quel motivo).

Per concludere - sempre per limitarci ai casi più noti, tralasciando la risibile accusa che anche la parte burocratica dell'appalto e del contratto per il vigile elettronico dipenda da "barbabianca" - resta il caso di viale Giulio Cesare, la cui durata in 6 mesi (che resta comunque un errore grave dell'amministrazione) pare fosse stata chiaramente esplicitata all'esecutivo dal dirigente visto che, partiti in ottobre i lavori, mai si sarebbe potuto asfaltare con il gelo natalizio.

pista-ciclabile-1mar15-2Tutto questo per offrire una disperata difesa del diavolo-Lorini, dunque? No, affatto. E chi ci segue, sa bene che molte cose - ma sarebbe meglio dire molte visioni - del supertecnico di Palazzo Cernezzi non ci sono mai andate giù (l'onirica Como ciclabile, il progetto per piazza De Gasperi, comunque la vicenda di viale Giulio Cesare nel suo complesso, una rigidità strutturale del dirigente talvolta oggettivamente sopra le righe e altro ancora). Però un conto è battagliare sui singoli provvedimenti, un conto è avallare giornalisticamente un chiarissimo attacco della politica al professionista. Attacco di cui peraltro nessuno discute la legittimità: una giunta o un assessore hanno il diritto sacrosanto di adeguare la macchina amministrativa agli obiettivi del proprio mandato, rimuovendo o depotenziando anche uno o più dirigente se si crede.

Ma, ecco, la processione di queste ore nell'ufficio o sul cellulare di Lorini con mazzi di fiori e biglietti con scritto "non è vero che ce l'abbiamo con lei" - dalla stessa Daniela Gerosa, da cui attendevamo una nota ufficiale mai arrivata, passando per Savina Marelli che ha parlato "solo di un aggiustamento" - dopo che il dirigente è stato palesemente scaricato, questa è altra cosa.
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