Danni e feriti: il giorno dopo l'esplosione di Bulgarograsso

Due le persone ancora ricoverate. Danni a ditte e case vicino alla Ecosfera

L'incendio alla Ecosfera di Bulgarograsso

Il giorno dopo la drammatica esplosione alla ditta Ecosfera di Bulgarograsso, avvenuta nel primo pomeriggio del 7 febbraio 2018, è il momento della conta dei danni e della preoccupazione per la condizione dei feriti. E non si sono fatte attendere neanche le reazioni da diverse parti politiche.

I feriti

Giovedì 8 febbraio dei 9 operai dell'azienda feriti nell'esplosione e nel conseguente incendio, solo due rimangono ricoverati, ma non sarebbero in pericolo di vita. Dei cinque ricoverati all'ospedale Sant'Anna di San Fermo della Battaglia, quattro sono stati dimessi. Rimane ricoverato solamente rimane il 42enne di Rovellasca trasportato in codice giallo al pronto soccorso con ustioni di terzo grado a mani e dita e alcune ustioni di secondo grado al al volto e sulla parte anteriore delle ginocchia. 
Altri due feriti gravi erano trati trasportati all'ospedale di Legnano e a quello di Circolo di Varese: il paziente portato a Legnano aveva riportato piccole ustioni e un principio di intossicazione, ma dopo un periodo di osservazione dovrebbe venire dimesso in giornata. Il paziente portato a Varese, invece, un 47enne, è stato trasferito nella notte al Niguarda di Milano: presenta ustioni sul 10% del corpo, ustioni sono di secondo grado profondo e riguardano il volto e gli arti inferiori. Il paziente non è in pericolo di vita, la prognosi è di 30 giorni. 
Indagini sono in corso per capire cosa sia successo.

I danni

L'esplosione ha provocato danni non solamente all'interno della Ecosfera, ma anche nelle abitazioni e nei capannoni adiacenti a causa dell'impatto dell'esplosione. In via Pirandello, proprio adiacente alla Ecosfera, ci sono due capannoni, uno di un marmista e l'altro di un fabbro. Entrambi gli edifici hanno riportato danni, soprattutto alle vetrate, spaccate in gran parte. Il marmista ha visto il danneggiamento anche delle illuminazioni, che si sono staccate dai sostegni che le reggevano al soffitto. Nel capannone del fabbro, invece, è stato danneggiato il tetto, con profonde crepe tra le lastre del soffitto. 
Il fabbro, Giovanni Mele, ha riportato danni anche in casa, posta di fronte alla ditta: anche in questo caso vetri rotti, porte danneggiate e l'intelaiatura del garage staccata. Molta la paura al momento del botto e poi per le possibili conseguenze per la salute: per diverse ore il signor Mele e la sua famiglia sono stati evacuati da casa per il timore di gas tossici, come racconta nella video intervista. Allarme poi rientrato.

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Pezzi di cisterna "volati"

Alcune parti del serbatoio esploso sono "volati" a centinaia di metri di distanza: pezzi di una certa consistenza sono stati ritrovati all'interno del parco del golf di Monticello.

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