Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Il Tempio recintato da ferro e cemento: un lettore e la foto più crudele

Ci siamo occupati spesso, nelle ultime settimane, del tema/problema dello stadio in pieno centro. Una problema che in realtà si trascina da anni, sempre uguale, ormai un po' avvitato su se stesso tra assurdità oggettive (la chiusura totale di una...

Il Tempio recintato da ferro e cemento: un lettore e la foto più crudele

Ci siamo occupati spesso, nelle ultime settimane, del tema/problema dello stadio in pieno centro. Una problema che in realtà si trascina da anni, sempre uguale, ormai un po' avvitato su se stesso tra assurdità oggettive (la chiusura totale di una delle parti più nobili di Como a volte per accogliere meno di 10 tifosi ospiti), il ritorno del divieto di vendere alcolici nei bar tutti intorno all'impianto tornato per la prima volta proprio la scorsa settimana (limitazione sacrosanta per limitare le eventuali teste calde, ma le perdite dei locali chi le risarcisce?), lamentele dei residenti espropriati dei parcheggi e via dicendo.

Come si diceva, però, la spirale di non-sense e ineluttabilità sembra ormai girare su stessa senza ingranare una marcia in una qualsiasi direzione precisa. Fino a oggi. Quando la forza delle immagini - di una immagine, in particolare - ha la capacità di mettere davanti agli occhi di tutti la stessa questione ma con la forza di un pugno sul naso. La foto la manda il nostro affezionato lettore Gianangelo Uboldi ed è forse tra le più feroce mai viste sull'impatto delle recinzioni di cemento e ferro che blindano l'area della cittadella razionalista in occasione dei match del Como. E' una foto che assume un valore ancora maggiore in relazione (ampia, d'accordo) con il tanto dibattuto tema del "decoro" della città, in questi giorni al centro dell'attenzione anche politica. E c'è di più.

Perché Uboldi, nel sottoporci la questione, aggiunge una articolata lettera che centra un altro punto-cardine: può davvero convivere l'anima turistica di Como con certe inferriate da teatro di guerra nel cuore dei weekend di primavera? Uno dice: "Beh, ma sono poche ore al mese". Vero. Ma poche ore al mese sostano in città anche i turisti. E non è che - rimbalzati da quello scenario iracheno apparso sabato scorso davanti al Tempio Voltiano - ci si possa consolare con una bella passeggiata sul lungolago.

Di seguito, la lettera integrale di Gianangelo Uboldi, autore - come detto - anche della crudele fotografia.

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stadio-sinigaglia-vista-brunateGentile Emanuele Caso, sono contento di non essere l'unico a cui vengono dei dubbi. A lei vengono dei dubbi, legittimi ma non così preoccupanti, sulle tende davanti a San Fedele. A me vengono altri dubbi, ben più preoccupanti. Premetto che quanto sto per scrivere non è una novità ma mi serve per spiegarmi. Sabato pomeriggio sembrava di essere a primavera e mi sono sentito invogliato a fare una passeggiata da piazza Cavour a Villa Olmo. Naturalmente, come tutte le volte in cui gioca la nostra squadra, arrivato all'altezza dello stadio mi trovo davanti la solita cancellata invalicabile con inserti di un colore giallo canarino che è tutto un programma e un dispiegamento di forze dell'ordine degno di una finale di coppa campioni. Ora, il mio dubbio è questo: esiste in questa città un piano organico sulle cose da fare ? Una visione strategica su come diventare finalmente città turistica ? A me pare sinceramente di no, da una parte si parla di pedonalizzare mezza città, dall'altra di rifare lo stadio mantenendolo nell'attuale ubicazione. Si vorrebbe offrire un'unica passeggiata pedonale da Villa Geno a Villa Olmo a disposizione di turisti e famigliole, bellissima idea , ma poi ? Poi ti trovi davanti ad un bel cancello che blinda un intero settore del lungolago. Due progetti in antitesi. Non sarebbe ora di sciogliere qualche dubbio e magari pensare di portare lo stadio per il calcio fuori dal centro considerato poi che date le dimensioni di Como , fuori centro sarebbe comunque vicinissimo ? E non venitemi a dire che si tratta solo di un paio d'ore alla settimana perché le partite si giocano il sabato o la domenica, proprio i giorni in cui vi è il massimo afflusso di turisti e famiglie.
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