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Il Pd scoppia. Favara: "L'oratorio di Albate ricandida Lucini? Mi propongo io". Anche Rovi attacca

Un paio di giorni di quiete. Ma era soltanto un'apparenza. Quarantott'ore dopo la conferenza stampa tenuta dal sindaco di Figino Serenza, Angelo Orsenigo, per presentare la sua candidatura alla segreteria provinciale del Partito Democratico (qui...

Il Pd scoppia. Favara: "L'oratorio di Albate ricandida Lucini? Mi propongo io". Anche Rovi attacca

Un paio di giorni di quiete. Ma era soltanto un'apparenza. Quarantott'ore dopo la conferenza stampa tenuta dal sindaco di Figino Serenza, Angelo Orsenigo, per presentare la sua candidatura alla segreteria provinciale del Partito Democratico (qui il resoconto), proprio dalla sue parole "gemmano" due missili pesantissimi. Contro lo stesso Orsenigo, ma non soltanto contro di lui.

Due razzi che partono dall'interno del partito, cosa che rende ancora più evidente il sommovimento democratico. Di più: per le insondabili e infinite via della poltica, a stroncare due punti programmatici del candidato segretario Pd espressione dell'ala che ha nel consigliere regionale Luca Gaffuri e nel segretario cittadino di Como, Stefano Fanetti, i suoi riferimenti principali, sono il consigliere comunale a Como Gioacchino Favara (area Uil, Lariopoldo doc, avversario duro del sindaco Mario Lucini, grande tessitore nell'area socialista comasca) e il suo collega a Palazzo Cernezzi e nel Pd, Guido Rovi (l'altro capo del mondo rispetto a Favara: ex civatiano, ora nella corrente Retedem, ottimi rapporti con l'area a sinistra del partito, ambientalista e civica). Quasi incredibile - ci si perdoni la nota a margine - che Orsenigo, Favara e Rovi siano nello stesso partito, oggettivamente.

gioacchino-favaraFavara - che ha aderito alla nascente corrente ufficiale nata dalla Lariopolda e guidata dal sindaco di Albese, Alberto Gaffuri - fa a pezzi la presa di posizione di Orsenigo relativa al futuro candidato Pd per Palazzo Cernezzi. Il concetto espresso dall'aspirante (in pole position) segretario provinciale dem, giovedì scorso, era stato questo: "In città l'obiettivo è riconfermare la vittoria del 2012, certamente. Con Lucini o senza? Se il sindaco di Como sarà disponibile alla ricandidatura, il discorso si chiude lì e noi saremo con lui. Altrimenti credo che sarebbe giusto valutare la strada delle primarie per la scelta del nuovo candidato per Palazzo Cernezzi".

lucini-fascia-tricolore-2Favara, su queste parole, imbraccia la scure: "Ho letto con una certa sorpresa quelle parole, anche se non mi stupiscono affatto - premette subito velenosamente il consigliere comunale - Però, a questo punto, se il mio partito può indicare senza elezioni primarie il futuro candidato a sindaco di Como, allora quel candidato chiedo di essere io". Provocazione evidente. Che prosegue: "Credo di avere più diritto io di Mario Lucini, visto che il sindaco uscente non è nemmeno tesserato per il Partito Democratico e io sì - infierisce Favara - E poi sono abbastanza stufo di dover recepire come diktat le indicazioni che provengono dall'oratorio di Albate (il feudo politico di Luca Gaffuri, ndr)". Inutile sottoporre il dubbio al consigliere sulla durezza delle affermazioni. La risposta va oltre: "Rischio di non essere ricandidato? Non c'è problema. Se ci sarà Lucini, non ci sarò io nella lista del Pd".

rovi-guido-isolaE Guido Rovi che c'entra in tutto questo? Nulla, se ci si riferisce soltanto alla battaglia evidentemente ingaggiata da una parte del Pd (grande o piccola, andrà capito) sul nome del sindaco del capoluogo. Moltissimo se, sempre rispetto all'intervista ad Angelo Orsenigo - che titolammo "Basta flagellazioni, il Pd sia guida forte e orgogliosa. Lucini? Siamo con lui" - Rovi esordisce con questo passaggio in un lungo post su Facebook: "E' vero, non occorrono autoflagellazioni in discussioni che sono vuote liturgie, fatte solo per dire "che non è vero che non si è discusso". Usiamo il tempo in modo più utile, perché la democrazia non si risolve con il voto, ma è tutto ciò che c'è prima. Siamo europei, non americani". Il riferimento al voto con cui l'assemblea provinciale Pd, la settimana scorsa, ha cassato con 25 voti contro 20 la proposta di congresso sembra evidente. Ma i passaggi forti di Rovi sono diversi. "Il partito - scrive, per esempio - deve essere uno spazio plurale e non il luogo dell'autocrazia monocratica". Rimando, anche questo, probabilmente alle critiche dell'area (di cui Rovi fa parte) che sostiene Riccardo Gagliardi a nuovo segretario del Pd e che chiedeva che il successore di Savina Marelli venisse indicato da un vero congresso e non dall'assemblea provinciale (come invece ratificato due venerdì fa a maggioranza, la stessa che supporta Orsenigo per la segreteria provinciale).

Matteo Renzi a Como (fotogallery by Fabrizio Comerio)Altre punture di Rovi: "Esistono sensibilità politiche differenti sui temi e per questo esistono delle aree politiche organizzate dentro al PD a cui troppo spesso non si vuole dare dignità politica, anche a livello provinciale"; "eppure (nel Pd comasco, ndr) prevalgono ancora logiche passate e superate dalla storia, come fossimo fermi ancora al primo congresso nazionale del PD e non ci si capacita del fatto che il tempo scorre e che nei congressi iscritti e militanti hanno dato delle indicazioni di voto anche su dei contenuti e dei valori e non solo sulle persone"; e pure "per qualcuno magari è più comodo tenere il PD come luogo di puro amministrativismo e non di mobilitazione cognitiva". Il tutto (consultabile in versione integrale sulla pagina Facebook di Guido Rovi) con domandone finali: "Vogliamo allora dare ragione quelli che non si iscrivono? Perché dovrebbero, se il loro ruolo sarebbe poi ratificare decisioni già prese dagli eletti?".

Tre iscritti al partito di Matteo Renzi, tre mondi - Orsenigo, Favara e Rovi - di altrettante galassie lontane. Riusciranno a stare assieme? Mistero politico.

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