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Favara, consigliere Pd e sindacalista: "Comune come gli Uffizi: dirigenti stranieri"

Sta suscitando un polverone l'esito del concorso internazionale indetto dal Ministero per i Beni e le Attività culturali per la selezione di 20 dirigenti di altrettanti tra i più importanti musei italiani. In particolare, la scelta di ben 7 nuovi...

Sta suscitando un polverone l'esito del concorso internazionale indetto dal Ministero per i Beni e le Attività culturali per la selezione di 20 dirigenti di altrettanti tra i più importanti musei italiani. In particolare, la scelta di ben 7 nuovi direttori stranieri sul totale (tutti cittadini Ue: 3 tedeschi dei quali uno agli Uffizi, 2 austriaci, 1 britannico e 1 francese) ha diviso i commentatori in due fazioni nette: chi parla di umiliazione per le innumerevoli, eccellenti professionalità italiane e chi saluta con estremo favore questa innovazione e la connessa apertura al mondo per ruoli così importanti e prestigiosi. Che c'entra questo con Como? Al di là del fatto che tra i 20 dirigenti figura anche l'ormai ex direttrice di Villa Carlotta, ora destinata al Palazzo Reale di Genova, ora arriva la presa di posizione a metà tra la provocazione e il sincero convincimento da parte del consigliere comunale del Pd, Gioacchino Favara. Il quale - non nuovo ad uscite salaci e a critiche anche molto dure verso alcuni tra i dirigenti in servizio a Palazzo Cernezzi - invoca che una simile internazionalizzazione possa interessare a breve anche i municipi italiani (cosa a oggi non prevista). A partire da quello di Como.

favara-9lug15"Io spero veramente che il presidente del Consiglio possa riformare gli enti locale in questa identica direzione - dice Favara - Non capisco davvero le polemiche sulla scelta riguardante i musei italiani, è soltanto un bene che possano arrivare in Italia alte professionalità per ruoli chiave come quelli. D'altronde, personalmente ritengo che per almeno la metà dei 17 dirigenti in servizio a Palazzo Cernezzi servirebbe un ricambio immediato. Mi chiedo come si farebbe a non accogliere positivamente un manager tedesco al settore viabilità oppure a capo del personale, oppure un dirigente svizzero a il sistema museale della città che ancora l'anno scorso ha perso un milione di euro".

"Se i Comuni potessero finalmente indire bandi internazionali per scegliere in base a curriculum, esperienza e capacità le figure chiave per i settori strategici anche fuori dall'Italia - prosegue Favara, consigliere dem e anche sindacalista Uil - si compirebbe davvero una svolta. A quel punto, non vedrei nulla di male nel dimezzare i dirigenti stessi e al limite pagarli il triplo di quanto avviene ora. Però, finalmente, scommettendo sui professionisti, italiani o stranieri che siano, e sui risultati. Naturalmente, con la possibilità, a quel punto, di premiare ma anche "retrocedere" gli interessati in relazione ai risultati raggiunti o mancati. Un concorso internazionale per i dirigenti comunali metterebbe fine a certi meccanismi vecchi e spazzerebbe via ogni ipotesi di scelte per quegli incarichi dettate da ragioni diverse rispetto ai curriculum e all'esperienza".

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