Cronaca

Dal 1° luglio: "Parcometro senza bancomat, il posteggio non si paga". Ma il Comune può salvarsi

La vicenda è una di quelle da "manuale all'italiana". E se è vero che difficilmente produrrà reali sconquassi, risulta altrettanto certo il fatto che a Como come in tutta Italia un margine di incertezza reale (causa eterno conflitto...

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Posteggi in viale VareseLa vicenda è una di quelle da "manuale all'italiana". E se è vero che difficilmente produrrà reali sconquassi, risulta altrettanto certo il fatto che a Como come in tutta Italia un margine di incertezza reale (causa eterno conflitto burocrazia-realtà) esiste. La vicenda è quella dell'adeguamento obbligatorio dei parcometri scattato lo scorso primo luglio secondo una disposizione contenuta nella Legge di Stabilità 2016 che "obbliga" i parcometri ad accettare sempre carte di credito o bancomat. Un modo per tutelare i cittadini che legittimamente non sempre possono avere le monetine utili al pagamento ma non per questo devono rischiare la multa o essere costretti a non posteggiare in un'area a pagamento. Ma se, a partire dal primo luglio, ci si trova davanti a un apparecchio non dotato di Pos? Secondo la norma il problema ricade tutto sull'ente pubblico o sul concessionario che gestisce le aree di sosta e non sull'automobilista. Anzi, quest'ultimo, in teoria, potrebbe anche rifiutarsi di pagare il posteggio se sprovvisto di monetine, "sfruttando" proprio la legge entrata in vigore 14 giorni fa e probabilmente conservando ottime ragioni per non prendere (o almeno contestare con possibilità di successo) l'eventuale multa.

parcheggiatore-12ago15-4Facile intuire, però, come uno scenario del genere rischierebbe di risultare catastrofico per le casse anche dei Comuni a causa dei possibili mancati introiti in caso di macchinette non aggiornate secondo le indicazioni delle nuove norme. A Como, giusto per restare in loco, da tempo Comune e Csu stanno provvedendo alla sostituzione degli apparecchi più vecchi e senza Pos ma finora l'operazione coinvolto circa il 50% dei parcometri attivi.

Si prepara dunque un'enorme festa degli automobilisti comaschi, liberi dall'obbligo di versare le monetine in caso di impianto senza Pos? Non proprio. Come per ogni norma italiana, infatti, nello stesso provvedimento entrato in vigore lo scorso primo luglio c'è anche una scappatoia per le amministrazioni comunali o per i concessionari del servizio di gestione della sosta tramite parcometri. Basta dichiarare, infatti, che ci sia stata un "oggettiva impossibilità tecnica" nell'adeguare tutte le macchinette al sistema di pagamento per carte di credito o bancomat per rendere nuovamente "regolari" i parcometri senza Pos. E scongiurare così in partenza il teorico pericolo dei mancati pagamento di massa causa vetusta delle macchinette. Che poi, però, una simile via d'uscita (che comunque per esempio il Comune di Como non ha ancora prodotto) possa effettivamente reggere davanti a un giudice in caso di ricorso di un automobilista multato, questo sarebbe tutto da vedere (anche perché non esistono ovviamente ancora precedenti).

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