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Consigliera regionale Baldini: "In Lombardia più clandestini che comaschi"

A dispetto dei numeri che dicono che la presenza di stranieri è in calo in provincia di Como (-1,2% tra 2013 e 2014, 53.400 persone complessive l'anno scorso, irregolari stimati in 3.900), la consigliera regionale indipendente Maria Teresa Baldini...

A dispetto dei numeri che dicono che la presenza di stranieri è in calo in provincia di Como (-1,2% tra 2013 e 2014, 53.400 persone complessive l'anno scorso, irregolari stimati in 3.900), la consigliera regionale indipendente Maria Teresa Baldini ha trovato una chiave di lettura piuttosto originale per leggere il fenomeno immigrazione su base lombarda. Sempre pescando dai dati contenuti nello studio "L'immigrazione straniera in Lombardia" appena presentato dall'Osservatorio regionale per l'integrazione e la multietnicità, infatti, ha messo in rapporto i 93mila irregolari stimati con i residenti nella città di Como, traendone le conclusione che seguono. "In Lombardia - dice Baldini - abbiamo 93 mila clandestini, un numero pari a quello degli abitanti di comuni quali Alessandria e Lecce. Se li radunassimo tutti in un territorio municipale, quello degli immigrati irregolari sarebbe il quinto comune più popoloso della nostra regione dietro a Milano, Brescia, Monza Brianza e Bergamo e davanti di 10 mila unità a Como".

"Avere più clandestini che comaschi significa che la Lombardia sta perdendo la propria identità e che i lombardi ne risentono fortemente anche a livello economico - continua Baldini - Il comasco (munito di documenti di identità) infatti le tasse le paga che lavori o no, il clandestino (sprovvisto di documenti di identità) invece spesso riceve sostegni economici senza contribuire allo sviluppo del nostro tessuto sociale. La domanda è sempre la stessa: chi paga?".

"Sono numeri sui quali dovrebbero riflettere anche coloro che facilmente accusano di presunto razzismo, non sto parlando di colore della pelle, ma di legalità - chiude la consigliera - la clandestinità è un reato e se non contrastata ha dei costi che ricadono sulle tasche dei cittadini italiani e degli stranieri che regolarmente risiedono sul nostro territorio".
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