Candidato sindaco: il centrodestra sonda il notaio Massimo Caspani

Che sia sulla lista dei "magnifici 2 o 3" è certo. Così come - secondo le pur poche indiscrezioni possibili - anche che vi siano già stati uno o più contatti diretti sembra assodato. Come finirà, o addirittura come sia già finito il confronto...

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Che sia sulla lista dei "magnifici 2 o 3" è certo. Così come - secondo le pur poche indiscrezioni possibili - anche che vi siano già stati uno o più contatti diretti sembra assodato. Come finirà, o addirittura come sia già finito il confronto, invece, questo non è ancora possibile dirlo. Di sicuro, però, il centrodestra di Como città nelle scorse settimane ha lavorato molto - o forse addirittura già tentato materialmente - il colpo grosso, grossissimo per individuare il candidato sindaco in vista del voto comunale 2017. Ed emissari di alto rango - a quanto risulta, pur in una selva di bocche cucite manco fosse un film horror - avrebbero anche già citofonato allo studio notarile di via Pessina 3, nell'edificio di ferro e vetro in cui si specchia la Casa del Fascio, per cercare il notaio Massimo Caspani. Nome forse non notissimo in assoluto al grande pubblico, eppure pesantissimo nel mondo delle professioni (non solo in ambito notarile), della borghesia comasca e - ebbene sì - dell'editoria. Perché Caspani, 59 anni, è nientemente che il presidente dell'Editoriale La Provincia, la società a capo del quotidiano comasco/bergamasco che pure non si può propriamente definire un acerrimo nemico dell'attuale giunta di centrosinistra. Eppure - almeno a livello di sondaggio - la caratura di Caspani, la storia personale e familiare nella Como che conta, almeno agli occhi di chi ha proposto il nome e riscontrato il consenso tra quasi tutti i partiti del centrodestra cittadino, ha convinto appunto a procedere almeno a livello di sondaggio a un contatto diretto (con l'okay che pare sia stato condiviso da Forza Italia, Lega, e Fratelli d'Italia).

como-panorama-dallaltoL'esito? Interlocutorio. Per almeno tre motivi: come si diceva, per l'inevitabile necessità, nel caso in cui l'accordo per la candidatura a sindaco del centrodestra sbocciasse, che il notaio lasci il timone dell'Editoriale La Provincia, cosa tutt'altro che indolore e scontata; poi c'è il tema delle primarie, che ultimamente è argomento di discussione anche nel centrodestra (non solo a Como) per la scelta dei candidati sindaci, ma sulla prospettiva di un ipotetico confronto con altri sfidanti - a quanto ne sappiamo - il notaio sarebbe assai poco convinto, se non propenso a escludere a priori l'idea; infine, ma qui siamo in un ambito più fisiologico, perché i partiti dello schieramento opposto a Lucini vorrebbero arrivare a chiudere su un nome condiviso entro Natale, per avere tutto il 2016 a disposizione per posare le fondamenta della campagna elettorale e far conoscere il candidato di riferimento (che comunque, anche al di là del sì o del no di Caspani, al 99% non sarà un politico di lungo corso ma un nome esterno ai partiti probabilmente appoggiato da una sua lista civica diretta e poi anche dalle sigle tradizionali). Insomma, la partita è appena iniziata e naturalmente sul taccuino dei maggiorenti del centrodestra i nomi della rosa dei papabili sono destinati a crescere. Caspani permettendo, si intende.

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