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Camerlata, cartello sulla vetrina della pizzeria: "Qui no kebab, mangia sano, mangia italiano"

Non è facilissimo vederlo, in realtà. Si deve verificare almeno una delle due condizioni di base: essere fermi al semaforo che dalla Canturina immette in piazza Camerlata e contemporaneamente aver voglia di guardarsi attorno, oppure posare lo...

Il di più è l'altra metà del sistema economico che - secondo Rosanna - compone il mix inarrivabile della concorrenza straniera. "Io voglio offrire un prodotto di qualità, dunque pur stando attenta al prezzo, scelgo prodotti di qualità medio alta, ne curo la conservazione, garantisco la freschezza. E poi su quel che guadagno pago un mucchio di tasse. E gli immigrati? Ogni due anni i titolari cambiano partita Iva, spariscono e ne arriva un altro. Intanto però ottengono il permesso di soggiorno, vivono in 2-3 locali in 8-10 persone e quindi il loro costo della vita è ridicolo rispetto al nostro magari potendo pure usufruire di servizi pubblici agevolati. Qualcuno mi dica come è possibile affrontare una concorrenza così". Un quadro unilaterale, ovviamente, che però è pur sempre un caso reale, vissuto e raccontato in prima persona. Anche sullo scaffale appena dietro il piccolo spazio con i tavolini sventolano 4 bandiere tricolori. "Eppure i politici di questo Paese a noi piccoli ci hanno ammazzato - incalza Rosanna - Le attività come la mia non interessano a nessuno, ci lasciano morire senza sostegni tra la concorrenza sleale degli immigrati e con ogni riguardo per i grandi centri commerciali che ci spazzano via. Questa, purtroppo, è la verità". A proposito di centri commerciali, tra una manciata di settimane aprirà quello nuovo nell'ex Trevitex, che avrà anche negozi oltre al supermercato. "Sì, siamo stati informati della possibilità di trasferimento all'interno - afferma la titolare - ci ho pensato ma da un certo punto di vista non sono affatto convinta che quel centro potrà davvero funzionare in un quartiere dove alla fine si fermano solo anziani e immigrati, per di più con grande concorrenza ovunque appena fuori. E poi entrando lì dentro dovrei adeguarmi agli orari continuati, sette giorni su sette, tipici del centro commerciale. E la mia vita che fine farebbe?".

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