rotate-mobile
Cronaca Via Al Bassone

Bassone, scala le mura del carcere durante l'ora d'aria e arriva sul tetto. Intervenuti i vigili del fuoco

Dopo tre ore l'uomo è sceso grazie anche all'opera di convincimento degli agenti della Penitenziaria

Ennesima giornata difficile al carcere di Como. Ieri 3 gennaio durante l'ora d'aria garantita nel cortile del Bassone, un detenuto ha scalato le mura del carcere riuscendo ad arrivare fino al tetto. Questo, come ci spiega Dario Esposito, il segretario GAU-UIlLPA della Polizia Penitenziaria, è stato possibile anche per le inefficienze architettoniche dell'Istituto Penitenziario. 

Sono giunti sul posto i vigili del fuoco che insieme ad alcuni agenti della Penitenziaria sono riusciti a dissuadere l'uomo dopo una lunghissima opera di convincimento durata tre ore e a farlo scendere dal tetto con una scala. Si è saputo in seguito, ma al momento sono solo inidscrezioni, che il carcerato, un italiano, avrebbe fatto questo gesto in segno di protesta per situazioni di natura famigliare esterne al contesto penitenziario.

«Questo singolo episodio - spiega Esposito - si inserisce in un contesto precario, in cui non esiste mattina, pomeriggio o sera, in cui non si sussegua almeno qualcuno fra i seguenti eventi critici: atti autolesionistici, minacce, colluttazioni, risse, aggressioni, rifiuti di rientrare in cella fino a semplici denigrazioni del personale penitenziario a vario titolo presente, finanche quello sanitario".

"In questo contesto ciò che lascia atterriti è l’immobilismo della società civile, come se parole quali “sicurezza, legalità, ordine pubblico, funzione rieducativa della pena”, tanto care nei salotti buoni, diventino poi lettera morta da lasciar cadere nel momento in cui un istituto problematico come la Casa Circondariale di Como presenti il conto da pagare in quella che è divenuta una tara fra i buoni propositi e la triste realtà dei fatti. Eppure non è che dignità quello che chiedono i poliziotti penitenziari comaschi, rifiutano ogni eccesso di retorica, non desiderano essere considerati eroi, pretendono soltanto di poter avere quanto richiede ciascun lavoratore: minimi standard di sicurezza e tutela dei propri diritti soggettivi quali i riposi settimanali o il diritto alle ferie. E’ questo che oggi questa Organizzazione Sindacale rivendica e grida pubblicamente, il diritto dei lavoratori del penitenziario comasco a poter svolgere le proprie mansioni in condizioni dignitose, quelle stesse condizioni che quando vengono a mancare in altri contesti urtano le coscienze, sollevano riflessioni di intellettuali, mobilitano masse. Perché è diventato invece accettabile, tanto da passare nel più assoluto silenzio, che ogni giorno i baschi azzurri debbano rischiare oltre che la propria incolumità fisica, la propria integrità sanitaria (anche dal punto di vista di svariate malattie infettive) e la propria tenuta psicologica? Domande a cui forse potrebbe rispondere solo Bertolt Brecht, celebre drammaturgo tedesco, che diceva: “sventurata la terra che ha bisogno di eroi”.

Pertanto per fare in modo che parole come dignità lavorativa, sicurezza, percorso rieducativo della pena, non rimangano solo incisioni su carta, si chiede a tutta la società di dare, in modo concreto e tangibile, solidarietà a chi ancor oggi si ostina a credere che dietro quelle parole vi sia il senso del vivere civile»

Gli agenti della Penitenziaria al Bassone di Como, ci dice Esposito telefonicamente, vivono in costante stato di emergenza. 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Bassone, scala le mura del carcere durante l'ora d'aria e arriva sul tetto. Intervenuti i vigili del fuoco

QuiComo è in caricamento