Accoltella l'amico dopo una serata al Bingo: arrestato 63enne di Bregnano

La vittima un uomo residente a Vertemate con Minoprio classe 1956, è stato portato in codice rosso al Sant'Anna

I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cantù e della Stazione di Turate, durante le prime ore del mattino del 14 settembre 2020, dopo una veloce ma accurata indagine investigativa, hanno arrestato, in flagranza di reato, D.L., cittadino italiano classe 1957, di Bregnano, per i reati di tentato omicidio, rapina e minaccia aggravata.

Il fatto 

Nella nottata  tra il 13 e il 14 settembre, al 112 , è stata segnalata la presenza di una persona ferita a terra in via G. Carducci, a Puginate di Bregnano.
La vittima, un uomo residente a Vertemate con Minoprio, classe 1956, a terra e con ferite da arma da taglio, è stata soccorsa dai medici del 118 e trasportata in codice rosso al Sant'Anna di San Fermo della Battaglia, dove tuttora si trova in prognosi riservata.

Le indagini hanno subito consentito di appurare che D.L. aveva dato numerose coltellate al tronco superiore della vittima, in via Carducci, dove erano presenti alcuni testimoni. Secondo le prime ricostruzioni, i due uomini avevano trascorso la serata nella vicina Sala Bingo e avevano poi litigato per la spartizione di una vincita in un parcheggio di Bregnano.

D.L., una volta pugnalato l'amico, si era allontanato, minacciando con il coltello un testimone (che si trovava vicino alla scena del crimine per caso, a fumare una sigaretta) di non raccontare nulla.

Le operazioni dei militari dell’Arma hanno quindi permesso di giungere ad identificare l’autore del tentato omicidio rintracciato subito dopo nella sua casa.
Nel corso della perquisizione sono stati subito trovati gli abito di D.L., ancora sporchi di sangue, ora sequestrati.

È stata perquisita anche l'auto della vittima (di cui D.L. si era impossessato per fuggire dal luogo del reato, portando con se le chiavi poi ritrovate nella cassaforte di casa sua), dove è stato anche trovato un coltello da cucina con lama ancora intrisa di sangue.

Il 63enne, al termine delle formalità di rito, è stato condotto al Bassone di Como con l'accusa di tentato omicidio, rapina e minaccia aggravata.

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