Chiole, un nuovo talento in una città che ci vuole tristi: "Con i miei fumetti mi ribello a questa Como"

La sua ultima raccolta di fumetti, Chiole Shock, è online ma tra poco sarà reperibile anche nel formato cartaceo

Simone Chiolerio ( in arte Chiole), 32 anni di Como è un fiume in piena. Come tutti gli artisti, sono molti i modi in cui si esprime. Lo contattiamo per parlare del suo ultimo libro, Chiole Shock (edito da Le strade Bianche di Stampa Alternativa), una raccolta di fumetti. Perchè Simone è un vero talento del comics, un talento riconosciuto da chi lavora nel settore e non solo. Un'arte che viene dalla scena underground ma viva e molto più profonda di quello che apparentemente si potrebbe pensare. 

Eppure con la timidezza, sincera, del genio che non sa di esserlo, quando lo chiamo mi chiede se deve parlarmi di Como, come se, per lui, l'uscita del suo libro non fosse abbastanza. 

Ma Como è inevitabilmente parte della sua storia, e da qui tutto nasce ed è una storia che merita di essere raccontata attraverso i suoi occhi, le sue parole e le sue vignette.

«Ti parlo prima di Como, perchè qualche sassolino dalla scarpa me lo devo levare. Como non da nulla ai giovani. Nessuna possibilità di svago: quindi disegnare per me è stata una alternativa alla noia. Altri finiscono col drogarsi o cambiare città: io, nel mio piccolo, ho trovato la mia via di fuga coltivando questa passione».

Le vignette di Simone sono, come le definisce lui "ignoranti". Uno schiaffo voluto alla depressione, a chi ci vuole tristi. 

«Hai notato che ci vogliono tristi e depressi? Il Covid, le religioni, i terroristi e anche Jovanotti che si mette a cantare canzoni lacrimevoli. Le persone depresse ed impaurite sono più facili da controllare. Le mie vignette sono un piccolo atto di ribellione contro questa tristezza di sottofondo: meglio ridere, sdrammatizzare. Regalare qualche risata è la mia piccola rivolta».

Lo stile comics di Simone è chiaramente contaminato dalla sua altra grande passione: lo skateboard. E anche qui, Como, secondo i suoi racconti, non ne esce proprio benissimo: «Le strutture per fare skateboard sono vecchie e inadeguate. Nonostante ci siamo impegnati ed immersi in una burocrazia fatta di carte e timbri ( cosa che stride un pò con il concetto di libertà legata allo skateboard) non è stato fatto nulla. 20 anni di desideri traditi...vale più la voce di un ricco, che quella di mille giovani»

Eppure è proprio dai colori delle tavole di skatebord, dagli adesivi, dalle architetture che accompagnano strutture ed evoluzioni, dalla libertà che comporta qualche scelta sbagliata e qualche sbavatura, che Simone ha tratto spunto per i suoi disegni. Tema principale? Il sesso. «Ma non sono un maniaco, ci tiene a precisare, è solo perchè ho visto che alla gente piace, anche e soprattutto se il tema viene trattato con ironia. Comunque non voglio esssre associato a questo: sto cercando di smettere (ndr ride)».

In molti lo hanno recensito in maniera lusinghiera e quando ha incontrato quello che poi sarebbe diventato il suo editore, Marcello Baraghini, non ha avuto dubbi. Eppure se domandi a Simone che lavoro fa, con disarmante purezza dice: sono aiuto-giardiniere. Ribelle a suo modo, "ignorante" (come piace a lui stesso definirsi) laddove però, per chi dotato di intelletto, sarà semplice capire la sagacia di questa espressione, buttata lì, con intelligenza e sarcasmo. 

Chiole Shock è una raccolta di tutti i migliori fumetti di Simone, uscirà anche in formato in cartaceo: «Il mio editore vuole spingere l'editoria basso costo, cominceremo con una tiratura di sole 50 copie, ma speriamo di doverne fare di più. Sono tutte storie autoconclusive, di una o massimo due pagine...». 

Il libro è già reperibile online a questo link, e se volte seguire Simone su Instagram lo trovate come instagram.com/chiole_comics. 

Simone spera un giorno di poterlo presentare anche a Como, una città che forse non ha capito il talento e l'originalità di questo artista 32enne, laureato, che vuole regalare risate e creare luoghi dove fare skateboard, che parla di sesso, ma per ridere e che, nonostante tutto non se n'è mai andato. Como, la sua città: amata e odiata. 

Dicono di lui

«Non ho motivo di sottacere che quando ho visto in rete le prime tavole di Simone ho subito avuto un sussulto, una sorta di eccitazione cerebrale. Lo stesso che avevo provato quando ebbi tra le mani il primo albo dei Freak Brothers e il primo libricino degli Snatch Comics o, m'azzardo, le tavole del “Kamasultra” di Benito Jacovitti. Tutti poi divenuti libri della storica Stampa Alternativa.
Simone scava in profondità, nel cervello e nelle viscere profonde di ognuno dei maschi italiani, individua i pensieri più torbidi e perversi e poi li stana, li mette in fila e infine li decanta, ma... ma miracolosamente, piuttosto che emettere sentenze o giudizi o condanne, li trasforma in comicità, che per me sono state risate ad alta voce fino ad assordare chi in quel momento era vicino a me. La butto lì: liberazione».
«Simone, genio italiano, spero che possa essere al festival, intanto godetevi il suo libro, sebbene in bassa risoluzione, che comunque tassativamente sarà disponibile su carta al festival stesso e nell'alta risoluzione che merita».

Marcello Baraghini

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