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Sabato, 13 Aprile 2024
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Frontalieri, c'è il nuovo accordo tra Italia e Svizzera

L'approvazione unanime in Senato: grande (e bipartisan) la soddisfazione tra i partiti politici

Il Senato questa mattina 1° febbraio 2023 ha votato all'unanimità le nuove norme che regoleranno i rapporti tra lo stato italiano e la confederazione elvetica. Il nuovo accordo, già approvato da Berna, ora passa alla Camera per la definitiva approvazione. Dovrebbe entrare in vigore dal 2024. La riforma modifica la convenzione tra i due Paesi per evitare le doppie imposizioni e per regolare gli aspetti legati alle imposte sul reddito e sul patrimonio. Il nuovo accordo non si applicherà a chi è già frontaliere. Grande e bipartisan la soddisfazione tra i partiti politici.

"Merito di Fontana"

"Se oggi chiudiamo un accordo che migliorerà la condizione dei lavoratori transfrontalieri nelle aree di confine lo dobbiamo all'impegno di Regione Lombardia e del presidente Attilio Fontana", sono le prole di Massimiliano Romeo, presidente dei senatori della Lega. "La nostra priorità - sottolinea - resta la tutela delle zone di confine. Nel provvedimento che votiamo oggi la Lega ha proposto delle modifiche in questa direzione, quali l'aumento della Naspi - erogata per i primi 3 mesi sul parametro svizzero - e l'utilizzo del Fondo previsto da questa legge per gli assegni
integrativi dello stipendio dei lavoratori nei territori italiani di confine, per scongiurare la desertificazione produttiva di queste aree, dovuta alla maggiore competitività salariale dei territori oltre confine. Il voto di oggi è un primo segnale, che riflette la battaglia storica della Lega per l'istituzione delle Zes per le zone di confine, un'istanza che continueremo a portare avanti per tutelare quelle aree e renderle finalmente competitive, come abbiamo sempre fatto e continueremo a fare".

"Siamo soddisfatti dell’approvazione in Senato del ddl per la ratifica degli accordi Italia-Svizzera per i lavoratori transfrontalieri, migliorato grazie all’intervento della Lega e all’interlocuzione svolta in questi anni da Regione Lombardia. Rispetto al trattato originario, con un emendamento a prima firma Garavaglia, inseriamo per la prima volta una norma che prevede che i fondi che derivano dalla tassazione dei frontalieri restino nei territori dei Comuni di confine, in forma di assegno a sostegno dello stipendio degli Italiani che lavorano nei nostri territori di confine.

Nel passaggio alla Camera ci prefiggiamo anche di impegnare il governo a sostegno delle imprese, con regole che aprono la strada a una Zona Economica Speciale o una Zona Logistica Speciale,  mettendo i territori nella condizione di essere finalmente competitivi a burocrazia zero, e scongiurando il problema della desertificazione economica. Riteniamo anche urgente intervenire strutturalmente sulla modalità di telelavoro, un’opportunità che deve essere normata, riflettendo quello che è stato fatto per gli accordi Francia-Svizzera.

Quello di oggi è un passo importante per tutelare aree penalizzate dalla concorrenza degli altri Paesi e ringraziamo il presidente Attilio Fontana per aver ascoltato le istanze dei territori coinvolti, ora concretizzate in un accordo che dovrà migliorare le condizioni dei lavoratori e rilanciare l’economia locale”.

Lo dichiarano in una nota i parlamentari della Lega Stefano Candiani, deputato di Varese, ed Eugenio Zoffili, deputato e vice segretario della Lega Lombarda.

Anche per il Pd è una "giornata storica"

Soddisfazione anche tra le fila del Partito Democratico. Tra i primi a sottolineare pubblicamente il giusto senso delle nuove norme il senatore Alessandro Alfieri: "Sono contento che oggi il governo abbia cambiato idea e che sia stato approvato il mio ordine del giorno, insieme a quello dei colleghi, che impegna il Governo a rinnovare l’intesa con la Svizzera sul lavoro da remoto e a costruire nel frattempo un modello strutturale simile a quanto fatto tra Svizzera e Francia. Adesso però é il momento di passare dalle parole ai fatti –conclude Alfieri – va fatta squadra tra tutti i parlamentari del territorio per spingere il governo ad approvare in tempi rapidi il nuovo accordo così da non penalizzare i lavoratori che utilizzano lo Smart working”

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