Cinghiali e cervi: è invasione in Val Menaggio dove indisturbati devastano i giardini delle case

I selvatici sottraggono l'erba ai bovini, e rovinano i pascoli: è un altro effetto del coronavirus

Gli animali selvatici, in certi periodi dell'anno, hanno sempre creato danni o fastidio alla popolazione di alcune zone come l'Alto Lago o la Val Menaggio. Quest'anno, come riporta Coldiretti in un comunicato di oggi, 2 aprile 2020, la situazione sembrerebbe ancora più grave a causa del coronavirus. Un’escalation di segnalazioni di danni (in particolare a prati a fieno, campi seminati, ortaggi e vigneti ma anche giardini provati) e un problema, molto serio, in più: gli animali, indisturbati per il forte calo di traffico e presenza dell’uomo, si spingono nelle strade, nei giardini fino ai centri urbani, come mai prima d’ora. 

Gli avvistamenti e le testimonianze corrono da un capo all’altro fino alla Val Menaggio (da Grandola e Uniti giungono foto di prati che sembrano bombardati, mentre a Carlazzo e Piano Porlezza i cervi continuano a pascolare indisturbati sottraendo erba ai bovini, e rovinando i pascoli). 

«Como è stata la provincia con il maggior numero di abbattimenti di cinghiali nel 2019, che al 9 dicembre scorso sfioravano i 1900 capi, ciò è utile a dare le dimensioni di un problema oggettivamente fuori controllo. Nei mesi scorsi, persino il britannico The Guardian ha parlato della situazione lariana con un’intervista al sindaco di Binago Alberto Pagani”. Lo dice  il presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi. 

Quest'anno è tutto amplificato dal Covid-19 che crea la giusta tranquillità a tutti gli animali per uscire e spingersi in zone dove non avevano mai osato prima. 

«Per molti agricoltori – aggiunge Trezzi – sta diventando impossibile coltivare e nemmeno le recinzioni, che molti imprenditori hanno costruito a proprie spese per proteggere i campi, si stanno dimostrando efficaci perché i branchi spesso le travolgono. Non passa giorno che alla Coldiretti non arrivino richieste di aiuto e segnalazioni sulla drammaticità della situazione. Anche la gente è preoccupata»

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