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Lago di Como, il magico borgo di Sormazzana

Alla scoperta degli angoli segreti del Lario

Sormazzana (Foto m/p)

Lezzeno è quel lunghissimo serpente di frazioni, ben 17, che si snoda lungo il Lago di Como tra Nesso e Bellagio. Spesso la si attraversa senza capire quali siano i molti segreti che nasconde nella sua silenziosa ombra. Oltre al Ponte del Diavolo e ad uno dei tratti più affascinanti dell'antica Strada Regia, di particolare interesse a Lezzeno ci sono i suoi antichi borghi che meritano assolutamente uno sguardo attento. 

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In questa occasione ci siamo fermati a Sormazzana. Seguendo le indicazioni che si trovano a Lezzeno lungo la provinciale Lariana, ci si arriva dopo poche centinaia di metri. Il borgo è tipicamente lariano e si presenta infatti con le sue case arroccate attraversate da gradinate e stradine strette. Sono molti gli angoli caratteristici e le finestre da cui si domina il Lario. Diverse anche le tracce di antichi mestieri che rendono questa frazione un piccole gioiello dove sembra di compiere un piccolo viaggio nel tempo.  

La storia di Lezzeno 

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Gli annessi agli Statuti di Como del 1335 riportano il “comune de Lezino plebis Insule” come la località che, all'interno all'interno della pieve di Isola, aveva il compito della manutenzione del tratto di via Regina compreso tra il "ponte de Camozia in sursum" fino al "pontem de Colono". Anche da un punto di vista ecclesiale, Lezzeno dipese a lungo dalla pieve di Isola, entro la quale svolgeva le funzioni di viceparrocchia[5] e dalla quale si staccò nel 1780, quando la chiesa dei Santi Quirico e Giulitta venne elevata a sede di una parrocchia autonoma dal vescovo di Como Giambattista Muggiasca.

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Sempre inserito nella stessa pieve, nel XVI secolo Lezzeno risulta parte del "feudo d'Isola", a sua volta compreso in quel "feudo di Colico" concesso dapprima ad Antonio Maria Quadrio (1555) e poi alla famiglia Alberti. Nel 1640 il duca di Milano Filippo IV concesse Lezzeno e il resto della pieve d'Isola all'abate comasco Marco Gallio e, in seguito, ai suoi familiari.All'estinzione dell'ultimo erede dei Gallio, nel 1686 il feudo ritornò alla Regia Camera del Ducato di Milano.

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Inserito nella stessa pieve fino al termine del XVIII secolo, nel 1751 Lezzeno era soggetto a un pagamento quindecennale per l'avvenuta redenzone dall'infeudazione e si componeva di due comunità separate: Lezzeno Superiore, comprensivo di Villa, Casate, Cendraro, Sosanna, Rozzo. Lezzeno inferiore, che includeva le località di Bagnana, Carsolina, Ponisio, Pescaredo, Calvasino, Sormazanna e Carvagnana.

Le chiese

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La Chiesa di Sant'Antonio, foto sopa, è presente in località Sormazzana almeno dalla seconda metà del seicento. Un'altra chiesa recentemente restaurata è quella dedicata alla Santissima Trinità (foto sotto). Sorge in località Casacca e la si raggiunge tramite una scalinata che parte dalla vicinissima frazione di Calvasino ed è adorna, ai lati, di cappellette affrescate con le stazioni di Via Crucis (1908). La chiesa della Santissima Trinità, sulla parete di fondo, presenta un dipinto databile verso il XVI secolo.

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