Martedì, 28 Settembre 2021
Politica Viale Varese

Viale Varese, ostaggio delle auto e dei privati?

L'operazione proposta al Comune da Nessi & Maiocchi pone più di un interrogativo

Sulla questione dei nuovi parcheggi di viale Varese, che come ampiamente previsto sta animando la città, occorre fare qualche precisazione. La giunta Lucini, sulla base della precedente proposta di project financing - a suo tempo inviata a Palazzo Cernezzi sempre dalla Nessi & Maiocchi di Como - chiese alcune sostanziali modifiche: azzerare o quasi i circa 160 parcheggi posti in superficie; riservare parte dei 230 interrati ai residenti; riformulare la proposta economica ritenuta troppo penalizzante per il Comune. L’Azienda valutò come non sostenibili tali richieste e alla fine non se ne fece più nulla.
Cambiato il vento, la nuova proposta fatta pervenire in questi giorni dalla Nessi & Maiocchi all’Amministrazione comunale va esattamente in direzione opposta a quanto auspicava la vecchia giunta: la riqualificazione dell’area, infatti, non solo non prevede più nessun parcheggio interrato ma addirittura ne aggiunge altri 86 in superficie, portando il totale degli stalli blu lungo viale Varese a 285. Nel caso il Comune dovesse fare sua questa proposta, catalogando l’intervento come di interesse pubblico, la Nessi & Maiocchi dovrà comunque partecipare a una gara, seppure in qualità proponente del progetto, posizione che, ad esempio, in caso di migliore offerta di altra azienda permette al proponente di pareggiarla.

Alla luce dei nuovi rendering e in attesa di capire come si svilupperà nel concreto, la questione dell'eventuale restyling di Viale Varese pone subito alcuni interrogativi. Il primo: è giusto concedere a un privato per 30 anni un’area della città così grande, e a ridosso del centro storico, senza che la stessa venga interessata da vere e proprie grandi opere, considerando che per almeno 3 decenni su viale Varese non sarà conseguentemente possibile alcun tipo di intervento, nemmeno di eventuale pedonalizzazione? Il secondo: quanti soldi muoverà l'operazione e quanti ce ne rimetterà Csu, azienda partecipata dal Comune? Il terzo: quanto verde verrà veramente sacrificato per fare posto alle auto? Infine, questione non certo secondaria, da più parti ci si chiede se in tema di urbanistica è giusto che le proposte di riqualificazione arrivino dai privati e non direttamente dall’amministrazione comunale.
Gli elementi da valutare sono molti e la preoccupazione non può concentrarsi solo intorno all’aumento degli stalli blu. All’interno di un intervento di riqualificazione di questo tipo, l'impatto globale deve essere valutato in tutti i suoi aspetti, tanto più quando si parla di un'area che accompagna un lato intero del centro storico. Il rischio che una porzione della città lunga un chilometro resti ostaggio delle auto e dei privati per 30 anni esiste. Un rischio importante, solo in nome di un pugno di parcheggi in più?

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