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Mostra 2016, ancora un rinvio (ovvero l'arte a Como ridotta a giocattolo privato della giunta)

Ennesimo rinvio per la (eventuale) mostra 2016 a Villa Olmo. Anche oggi, dopo una prima parte di discussione avvenuta lunedì scorso, la giunta di Palazzo Cernezzi non è riuscita a trovare la quadra definitiva sul metodo con cui organizzare...

Ennesimo rinvio per la (eventuale) mostra 2016 a Villa Olmo. Anche oggi, dopo una prima parte di discussione avvenuta lunedì scorso, la giunta di Palazzo Cernezzi non è riuscita a trovare la quadra definitiva sul metodo con cui organizzare l'evento ipoteticamente previsto tra luglio e novembre. Per ora - incredibilmente arrivati alla metà di aprile - si sa soltanto che a Como dovrebbe essere importata più o meno in blocco la mostra dedicata al futurista Fortunato Depero dalla città brasiliana di San Paolo svolta dal 30 gennaio al 27 marzo scorso, realizzata dall'Istituto italiano di cultura di San Paolo con il sostegno di Alitalia e facente parte delle iniziative per l'Anno dell'Italia in America Latina. Una scelta che, a parte smentire clamorosamente la linea culturale rivendicata dallo stesso assessore alla Cultura di Palazzo Cernezzi Luigi Cavadini nei suoi 4 anni di mandato - linea imperniata sulla contestazione degli eventi non originali che ora, nell'anno pre-elettorale, si vuole invece applicare - al momento l'esecutivo risulta nuovamente fermo davanti alla decisione su quale iter tecnico-burocratico seguire per arrivare ad allestire la mostra senza incappare in percorsi pericolosi sotto ogni profilo.

villa-olmo-3mar15-1Esclusa, per l'appunto, l'assegnazione diretta ai privati, la via individuata a grandi linee pare essere quella del bando pubblico con cui proporre il progetto culturale "offerto" al Comune dagli organizzatori della mostra sudamericana di Depero al fine di sondare la eventuale disponibilità anche di altri soggetti ad avanzare proposte migliorative. Un po' come accadde per Libeskind: progetto proposto dai privati, bando pubblico comunale per valutare eventuali offerte migliorative nella realizzazione, costruzione finale di Life Electric ovviamente affidata ai proponenti originari. Ma tutto questo, davanti al muro di silenzi e imbarazzi in cui la giunta ha nascosto l'evento culturale "clou" del capoluogo come fosse un giocattolo privato di sindaco e assessori, è il poco che si è riusciti a sapere. Per il resto, tra cavilli legali, aspetti procedurali e documenti mancanti non resta che aspettare che questa assurda farsa nascosta ai cittadini finisca.

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