Ninotchka con il Lake Como Film Festival al Sociale

Seguendo una tradizione recente, ma già consolidata, anche quest’anno la stagione del Teatro Sociale viene arricchita da cinque appuntamenti cinematografici, cinque grandi film scelti in collaborazione con Lake Como Film Festival. 

Ma c’è una novità: in questa nuova edizione de Il Cinema va a Teatro, ogni proiezione sarà accompagnata dall’intervento di ospiti che ci aiuteranno a cogliere cinque diversi aspetti de “L’Infinita Equazione”: la scienza, il cinema stesso, la danza, l’architettura, le migrazioni. Non solo film, quindi, ma anche confronto, approfondimento dei temi, esplorazione dei mondi in cui le immagini ci trasporteranno.

Giovedì 9 novembre 
Ninotchka 
Regia Ernst Lubitsch. Sceneggiatura Walter Reisch, Charles Brackett, Billy Wilder. Fotografia William Daniels. Scenografia Cedric Gibbons. Costumi Adrian. Musica Werner Heymann. Interpreti Greta Garbo, Melvyn Douglas, Ina Claire, Sig Ruman, Alexander Granach, Bela Lugosi. Stati Uniti 1939. 110 minuti.
Introduzione a cura di Giancarlo Zappoli, direttore di MyMovies.

Nel film sceneggiato da Billy Wilder e Charles Brackett (delle commedie lubitschiane, la più aderente al canone sentimentale hollywoodiano), Lubitsch allestisce il suo mondo di grandi alberghi, porte girevoli, nobiltà squattrinata e aristocrazia morale della servitù: siamo a Parigi, la città ha stregato i tre agenti sovietici mandati da Mosca, poi il suo dolce delirio d’amore e champagne scioglierà anche l’inflessibile commissario Nina Yakusciova. Garbo ride, ed è una risata di resa a una vita nuova, una risata d’addio all’edificazione socialista, formidabile per potere pubblicitario, perfetta per messinscena comica.: ma carica di presagi (lei non riuscì a produrne il suono, fornito al montaggio dalla voce di un’altra), quella risata fu il principio della fine anche per la carriera della diva. Resta il fatto che questo s’è rivelato nel tempo il suo film più resistente e popolare, e di Greta Garbo rimane oggi più Ninotchka di quanto rimangano Anna Karenina, Margherita Gauthier o la regina Cristina. E resterà per sempre, nell’olimpo delle battute memorabili, quel suo languido, alcolico chiedere tempo al fuoco dell’ideologia: “Compagni! La rivoluzione è in marcia, le bombe cadranno, la civiltà crollerà a pezzi. Ma per favore, non adesso…”.

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