Coronavirus

Zona rossa da Natale a Capodanno. Si attende la decisione

Dopo le immagini di ieri, con folle ovunque per lo shopping, si pensa a una nuova stretta

Folla in centro a Como

Davvero è bastato un solo giorno di shopping per portare il governo a decidere nuove strette per gli imminenti giorni festivi. Che i negozi siano stati presi d'assalto anche a Como, diventata da ieri zona gialla, è un dato di fatto. Alle gite fuori porta sono stati indubbiamente preferiti gli acquisti natalizi.  Ma a quale prezzo? Che da Roma si stia pensando a una nuova stretta: un mini-lockdown dal 24 dicembre al 7 gennaio oppure nei giorni festivi e prefestivi valido per tutto il paese: il governo Conte lo ha anticipato ieri sera ai partiti. Sarà sul modello della Germania, probabilmente: coprifuoco, chiusure anticipate dei negozi, stop alla libertà di movimento. Ma ci sarà anche la deroga per gli spostamenti tra piccoli comuni

Il governo di Giuseppe Conte valuta un nuovo Dpcm che trasformi tutta l'Italia in zona rossa o arancione da Natale 2020 a Capodanno 2021 o forse addirittura fino al 7 gennaio. La nuova stretta, anticipata ieri mentre si discuteva degli spostamenti tra i comuni e che potrebbe essere invece "a singhiozzo" (ovvero suddiviso in brevi periodi a ridosso delle feste), è stata annunciata ieri durante la riunione dei capodelegazione dopo che i numeri degli ultimi bollettini della Protezione Civile hanno certificato il rallentamento della discesa; in più, spaventano le immagini degli assembramenti nelle vie dello shopping nelle grandi città. E c'è anche chi ipotizza direttamente un lockdown hard a Natale. 

Un nuovo Dpcm per l'Italia zona rossa o arancione da Natale a Capodanno?

Oggi per il punto della situazione si vedranno i capidelegazione della maggioranza con gli esperti del Comitato tecnico scientifico e i ministri Luciana Lamorgese (interni), Francesco Boccia (Affari regionali) e Alfonso Bonafede (Giustizia). Sul tavolo del governo ci sono tre scenari: portare l'Italia in zona rossa o arancione per otto giorni dal 24 dicembre al primo gennaio, oppure nei giorni festivi e prefestivi (24-27 dicembre, 31 dicembre - 2 gennaio e dal 5 al 7 gennaio, oppure direttamente dal 24 dicembre al 7 gennaio). E lo strumento per il mini-lockdown di Natale, ha scritto ieri l'agenzia di stampa Ansa, sarà un nuovo decreto ministeriale che contemporaneamente potrebbe recepire anche la famosa deroga agli spostamenti nei piccoli comuni sotto i cinquemila o i quindicimila abitanti su base territoriale. Sul tavolo dell'esecutivo ci sono allo studio:

  • interventi per fermare gli assembramenti nelle vie dello shopping e nei centri delle grandi città attraverso maggiori controlli;
  • chiusure anticipate degli esercizi commerciali;
  • coprifuoco potenziato con la stretta su bar e ristoranti, e limitazioni agli spostamenti tra regioni (che si interromperanno già dal 21 per effetto del Dpcm 3 dicembre) e all'interno dei territori.

Insieme, il governo dovrebbe consentire di uscire dai comuni al di sotto dei 5mila abitanti con un limite di raggio d'azione chilometrico (si parla di 20 o 30 chilometri) attraverso una mozione di maggioranza che verrebbe discussa e approvata mercoledì in Senato bocciando quella del centrodestra che invece punta a far saltare il blocco per tutti i comuni. Viene quindi data per acquisita la scelta di consentire una possibilità di spostamento il 25, 26 dicembre e l'1 gennaio fuori dal territorio comunale, a chi abiti nelle cittadini più piccole. 

L'obiettivo - spiega una fonte di governo all'agenzia di stampa Agi - è applicare il modello Merkel, che ha evocato un lockdown duro presentando misure anti-Covid più stringenti in vigore dal 16 dicembre. Sulla linea rigorista soprattutto i ministri Boccia e Franceschini ma anche il premier Conte e le altre forze politiche della maggioranza. L'eventualità di estendere le misure ora applicate per le zone rosse e arancioni anche alle regioni gialle nei giorni critici sul modello Merkel porterebbe quindi ad una stretta in primo luogo sui negozi e poi sulla libertà di movimento per scongiurare il rischio della terza ondata che ieri è stato prefigurato dall'Istituto Superiore di Sanità dopo le festività. 

Insomma pare proprio che anche a Como l'ebbrezza da zona gialla, che ci siamo giocati più con la voglia di fare acquisti che con quella della scampagnata, si tradurrà nell'ennessimo provvedimento restrittivo. D'altronde era la penultima domenica prima del Natale e l'attenzione di molti era rivolta ai regali. Ma ciò che una volta era salutato come una grande festa per tutti, nell'era covid è diventato solo un pericoloso campanello d'allarme. Le prove generali del "liberi tutti" sono andate male. Tuttavia sembra un copione già scritto. Dove tutti sono colpevoli senza aver colpe. 

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