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Como, primo giorno di zona gialla

Como, primo giorno di zona gialla

Como, centro affollato: "Tutto prevedibile, senza dover essere scienziati"

Le riflessioni dei nostri lettori che non ci stanno ad essere additati come "irresponsabili"per essersi concessi una passeggiata in città

Le foto di questo fine settimana di Como e del centro di molte altre città lombarde, da Monza a Bergamo fino al capoluogo Milano, sono finite in una bufera mediatica. Era, domenica 13 dicembre, il primo giorno di zona gialla, ovvero il primo giorno dove non solo i negozi sarebbero stati aperti, ma la gente poteva circolare. Considerando che mancano meno di 10 giorni a Natale non era proprio impensabile ed inimmaginabile che in molti si sarebbero riversati nei negozi per fare shopping o semplicemente per dare un'occhiata dato che questo, per i più, non sarà certo un Natale all'insegna dei regali. Bisogna anche considerare la morfologia del territorio, che ha visto molti paesi piccoli penalizzati, nel momento in cui non si poteva uscire dal proprio comue di residenza. Ed ora, a causa di questo grande afflusso di gente nei centri delle città, qualcuno dei "rigoristi" al governo, avrebbe intenzione di chiedere la chiusura dei negozi questo fine settimana, nel mentre tutti siamo ancora in attesa delle deroghe (se ci saranno) del Dpcm di Natale. Insomma si procede a giornate, in attesa di sapere cosa è lecito e cosa no. 

Sono molte le riflessioni giunte in redazione, i commenti e le considerazioni dei lettori circa la "colpevolizzazione" di chi, lo scorso weekend, si è riversato nelle strade. 

«Non giustifico le risse o gli atti di violenza, come accaduto in piazza Volta. Quindi bisogna distinguere bene le due cose, dice Gabriella M., 65 anni, di Como. «I ragazzi che stanno in piazza e scatenano caos e violenza non sono giustificabili, ne ora ne mai. Diverso è accusare la gente di questa "sovversione", di essere andata in giro per il centro. Era consentito, nessuno ha fatto qualcosa di vietato. Mi sembra un pò ingiusto dire: "Uscite tutti, diamo una boccata d'ossigeno ai commercianti", salvo poi essere additati come incoscienti o gente senza senno. Se lo Stato mi dice che posso andare a fare una passeggiata in centro, ci vado. Ed era piuttosto prevedibile che dopo un periodo di zona arancione ed un anno come questo, le persone avessero voglia di socialità».

Stefania M. scrive: «Ma era abbastanza logico una cosa del genere, soprattutto perché la giornata era bella e i centri commerciali chiusi! Se non si voleva gente in giro bisognava restare in zona arancione. È una buffonata adesso richiudere tutto!!»

Cristina B è dello stesso avviso: «Tutto ciò era prevedibile senza essere scienziati. Ogni anno in prossimità delle feste natalizie c'è ressa per i vari acquisti natalizi. Dovevano studiare un percorso in modo da non ammassare la gente nelle due vie principali e agevolare il passaggio anche nelle vie limitrofe.»

E così centinai di commenti e pareri. C'è anche chi però, sostiene "la mancanza di senso civico dei cittadini" che avrebbero dovuto, non si sa come autocontingentarsi da soli. Qualcuno ironizza: "Prossimo dpcm: Quelli che hanno il cognome che inizia con la lettera A e B possono uscire solo il lunedì, quelli con la lettera C e D il martedì ......Nel caso di ulteriori assembramenti, il dpcm n 3.024 dirà che la lettera A con la targa dispari il lunedì ecc...".

Zona rossa, foto della città deserta, zona gialla foto di persone in centro che guardano le vetrine o fanno code fuori dai negozi. Nulla di strano. Nulla che non si possa comprendere. Era scontato succedesse e sicuramente prendere queste decisioni non è affatto facile, da parte di chi ci governa. "Ma poi non si può dare dell'irresponsabile alla gente". Lo ha detto anche il sindaco di Milano Beppe Sala: "C'era da aspettarsi che una cosa del genere succedesse, se poi dici anche "dal 20 in poi non ti muovi più"... Prendiamoci noi le nostre responsabilità da politici".

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