Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Referendum anti-Libeskind a rischio: non ci sono soldi a bilancio

Neanche un euro è stato stanziato per indire il referendum per dire no al monumento di Libeskind sulla diga foranea. Lo ha detto mercoledì sera l'assessore al Bilancio del Comune di Como, Paolo Frisoni, nel dare risposta a tutte le domande e...

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Neanche un euro è stato stanziato per indire il referendum per dire no al monumento di Libeskind sulla diga foranea. Lo ha detto mercoledì sera l'assessore al Bilancio del Comune di Como, Paolo Frisoni, nel dare risposta a tutte le domande e richieste di chiarimento presentate dai consiglieri di opposizione in occasione della presentazione del bilancio di previsione 2015, in discussione in questi giorni nell'aula di Palazzo Cernezzi. A notare l'assenza dello stanziamento per sostenere i costi del referendum è stato il consigliere di Adesso Como, Alessandro Rapinese, cioè lo stesso che ha promosso il referendum e raccolto insieme ai colleghi del suo gruppo e movimento (in primis la consigliera Ada Mantovani) le oltre 4.200 firme necessarie.

Benché il referendum sia stato dichiarato ammissibile l'amministrazione comunale non stanziato le risorse per poterlo indire. "Non ci sono i soldi" ha spiegato l'assessore Frisoni. Questo non mette una pietra tombale sulla possibilità che i cittadini comaschi possano dire se vogliono o meno la maxi opera di Libeskind, ma certo non lascia presagire l'intenzione di indire il referendum. Ad ogni modo, sulla questione la giunta dovrà esprimersi entro il 14 di agosto. "Se l'esecutivo decidesse di indire lo stesso il referendum - ha spiegato Frisoni a margine del consiglio - i soldi si troverebbero, ma andrebbero tolti da altre voci di spesa e costi. Una variazione che andrebbe poi confermata con l'assestamento di bilancio previsto a ottobre".

Il vero nodo della questione, però, è che il referendum promosso da Rapinese riguarda un'opera che deve essere ancora costruita. Ora della metà di agosto il monumento Life Electric dovrebbe essere già completamente realizzato e inaugurato. A quel punto la giunta del sindaco Mario Lucini avrebbe un motivo a sostegno dell'eventuale rifiuto di indire il referendum.

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