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Nuova legge elettorale regionale, è polemica sulle firme per candidarsi

La nuova legge elettorale approvata dal consiglio regionale della Lombardia sta suscitando polemiche. Oltre all'abolizione del cosiddetto listino bloccato, infatti, la nuova legge prevede che le forze politiche che già siedono in consiglio non...

Dario Bianchi (Lega Nord)

La nuova legge elettorale approvata dal consiglio regionale della Lombardia sta suscitando polemiche. Oltre all'abolizione del cosiddetto listino bloccato, infatti, la nuova legge prevede che le forze politiche che già siedono in consiglio non debbano raccogliere le firme per candidarsi alle prossime elezioni regionali. Una legge approvata all'unanimità dall'assemblea del Pirellone, con i voti favorevoli di tutti gli schieramenti, e quindi anche di Pdl, PD e Lega Nord. A sollevare il caso a livello comasco è stato Alessandro Rapinese, consigliere comunale di Adesso Como che ha dichiarato di volersi candidare alle regionali con una lista (il nome dovrebbe essere Adesso Lombardia) che punta a riunire diversi movimenti e liste civiche del territorio lombardo.

"La Lega Nord non avrebbe avuto certo problemi a raccogliere le firme necessarie a candidarsi in Lombardia - ha commentato il consigliere regionale lumbard Dario Bianchi - anzi, chissà quante ne avremmo raccolte. ma per le nuove forze politiche che decidono di candidarsi per la prima volta le cose sono diverse. La raccolta delle firme serve a evitare che chiunque si svegli una mattina con l'idea di candidarsi lo possa fare. Se si è un movimento che raccoglie il favore degli elettori, non si avranno difficoltà a raccogliere le firme".

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