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Anche Fermi tra i grandi elettori del Presidente della Repubblica

Ma il Pd accusa la Lega di scorrettezza istituzionale

Tra i grandi elettori di un giorno molto importante per il Paese, ovvero quella finestra che si spalancherò il prossimo lunedì 24 gennaio per dare un nome al successore di Sergio Mattarella, c'è anche il comasco Alessandro Fermi. Nella giornata di martedì 11 gennaio, infatti, il parlamentino regionale ha nominato i suoi 3 grandi elettori: due esponenti della Lega (il governatore Fontana e Alessandro Fermi, presidente del consiglio regionale da poco accasatosi con il Carroccio ma provieniente da Forza Italia) e come membro della minoranza è stato nominato Dario Violi (M5s) che ha totalizzato 22 voti, 5 in più del collega Dem Fabio Pizzul.

Che Lega e 5Stelle stiano cercando intese non è una novità, ma di certo non potevano mancare le lamentale dei grandi esclusi. Il Partito Democratico si sta infatti lamentando per la scelta dei delegati dal consiglio regionale lombardo chiamati a eleggere (insieme al Parlamento) il prossimo Presidente della Repubblica.

Secondo il Pd sarebbe stata violata la correttezza istituzionale. "Il centrodestra in Lombardia ha calpestato la prassi sempre rispettata nell’elezione dei rappresentanti tra i grandi elettori - ha tuonato in una nota Francesco Boccia, deputato pd e responsabile regioni e enti locali delle segreteria nazionale -. Il rispetto per le istituzioni passa attraverso il rispetto delle regole e delle prassi consolidate. In tutti i consigli regionali sono eletti due rappresentanti per la maggioranza e un rappresentante per l’opposizione e quando non c’è un’indicazione unitaria si elegge il capogruppo del maggior gruppo di opposizione. Aver alterato la scelta delle opposizioni intervenendo con il voto di alcuni componenti della maggioranza è grave e inaccettabile".

"La maggioranza in Regione Lombardia dimostra ancora una volta il disprezzo per la correttezza istituzionale che è sempre alla base della vita - ha proseguito Boccia -. Ne prendiamo atto e difenderemo il diritto del Partito Democratico di avere il corretto numero dei grandi elettori per l’elezione del Presidente della Repubblica. Abbiamo difeso anche il diritto del M5S in altre Regioni. Prendiamo atto che in Regione Lombardia si calpestano regole e prassi".

L'elezione del capo dello Stato: come funziona

Le operazioni per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica inizieranno il 24 gennaio. Il capo dello stato viene eletto dal parlamento insieme seduta comune (camera e senato, quindi 945 tra deputati e senatori). Non solo, in aula ci saranno anche 58 delegati delle regioni; ogni consiglio regionale, infatti, nomina 3 delegati (unica eccezione la Valle d'Aosta che ne nomina uno solo). La presenza degli esponenti regionali serve ad assicurare la presenza diretta dei rappresentanti dei poteri locali.

In totale saranno 1.003 persone chiamate al voto. Nelle prime tre chiamate servirà la maggioranza dei due terzi del parlamento, nei successivi scrutini, invece, basterà la maggioranza assoluta.

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