Adriano Caverzasio, mostra a Como: 2-24 settembre "Visioni arbitrarie" in San Pietro in Atrio

Toro 5 - opera di Adriano Caverzasio

Visioni arbitrarie è la terza personale di Adriano Caverzasio nella ex chiesa di San Pietro in Atrio (le altre due si sono tenute nel 2005 e nel 2011) e sarà allestita dal 2 al 24 settembre.

Così come nelle due precedenti mostre, anche in questa «il “tema” di fondo – scrive Roberto Borghi nel testo in catalogo – è la possibilità di far convergere strutturazione dell’immagine e istintività creativa, rigore compositivo ed espressione dell’interiorità più recondita, progettualità e poeticità».

I dipinti e le opere plastiche in mostra si focalizzano sugli edifici razionalisti e su quelli neoclassici della città di Como. In questi lavori «Caverzasio – scrive Borghi –  sembra aver scarnificato le architetture alleggerendole e riportandole a una condizione scheletrica: sono nate così le anomale sculture in mostra, quasi dei disegni tridimensionali delle strutture portanti degli edifici, che nella maggior parte dei casi si presentano disassate, scomposte e ricomposte secondo una logica vistosamente arbitraria. Questo arbitrio si fa ancora più evidente nei dipinti che, a un primo sguardo, sembrano scene post-sismiche, visioni di architetture alterate da uno smottamento del terreno sulle quali sono state fabbricate».

L’opera di decostruzione degli edifici attuata da Caverzasio risponde a una sua «personalissima verifica» della tradizione modernista: «disassando gli edifici per antonomasia del razionalismo, cerca di focalizzare il segreto della loro armonia di fondo, della loro capacità di assestarsi comunque in maniera vigorosa e monumentale».

Oltre a dipinti e sculture di matrice architettonica, in mostra si trovano i “ritratti decostruiti” di Picasso, Duchamp, Giacometti, O’Keefe, Warhol, Schifano, Haring: protagonisti della tradizione modernista in pittura, capaci di rendere artisticamente feconde le loro visioni arbitrarie dell’arte, e proprio per questo eletti a “numi tutelari” del percorso espressivo di Caverzasio.

«Penso che smontare sia il desiderio di ogni bambino – scrive l'artista –, voler vedere come il giocattolo è fatto e soprattutto come funziona. Curiosità infantili? Non solo, direi, sono curiosità comuni che spesso accompagnano la nostra esistenza. Artisti come Picasso e Braque, all'inizio del '900, hanno dato vita al cubismo  scomponendo oggetti comuni come un tavolino, una sedia o una chitarra, riproponendoli poi su un unico piano in totale assenza di prospettiva. In seguito i futuristi hanno invece sezionato l'azione per cercare di capire il meccanismo del movimento, rappresentandolo poi in sequenze dinamiche attraverso sculture e dipinti. E così smantellare e ricostruire è stato il credo di molta arte moderna, così come lo è ora di altrettanta arte contemporanea. Ho cominciato a cercare di dare corpo a queste mie curiosità alcuni anni fa, con una serie di piccoli disegni in seguito concretizzati in piccole sculture rappresentanti scomposizioni e ricomposizioni di particolari della Casa del Fascio, per poi destrutturare questo storico edificio nella sua interezza. Il tutto senza un'apparente logica, ma seguendo unicamente l'istinto». 

Adriano Caverzasio è nato a Rodero (Co) nel 1944. Vive e lavora a Como. E' docente presso l’Accademia di Belle Arti Aldo Galli di Como.

La mostra sarà inaugurata sabato 2 settembre 2017 alle ore 18 nello spazio espositivo di San Pietro in Atrio in via Odescalchi 3 a Como. Ingresso libero. Orari: da martedì a domenica dalle 10.30 alle 19.30. 

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