A Villa del Grumello arriva la musica magica di Fatou

  • Dove
    Villa del Grumello
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 30/06/2020 al 30/06/2020
    Alle 19 e alle 21
  • Prezzo
    Gratis
  • Altre Informazioni
Fatou

Dopo le prime due serate a Villa Olmo, il XIII Festival Como Città della Musica, edizione speciale, Note in Villa, si sposta lungo il Chilometro della conoscenza, a Villa del Grumello, per ospitare martedì 30 giugno 2020, in doppia replica ore 19.00 e 21.00, il concerto Fatoumata Diawara Solo. Fatoumata Diawara è cantante, chitarrista, compositrice, musicista, attrice originaria del Mali, vissuta a Parigi, con un vissuto che la porta a Como, come approdo familiare. Nelle sue canzoni fonda ritmi ancestrali wassoulou, ispirazioni tratte dal blues, linee melodiche pop, in un mélange, che rende il suo sigillo inconfondibile.

Ha costruito una carriera importante, quanto mai ricca e versatile, con esperienze e fonti di ispirazione, che vanno a stratificarsi in un carisma interpretativo, che rende ogni sua performance unica. Ha lavorato con grandi interpreti della musica contemporanea: ha registrato con Bobby Womack e Herbie Hancock; è stata in tour con il pianista cubano Roberto Fonseca: ha riunito i colleghi dell'Africa Occidentale, Amadou e Mariam, Oumou Sangaré e Toumani Diabaté, per registrare un brano, che chiedeva la pace per la sua patria; si è esibita a bordo dell'Africa Express di Damon Albarn, condividendo il palco con Sir Paul McCartney; ha condiviso il palco della Carnegie Hall di New York con David Crosby e Snarky Puppy: "Fatoumata Diawara, la cantante e chitarrista, originaria del Mali, ha fornito due dei momenti più suggestivi della notte", ha riferito «Rolling Stone». "La sua ode al potere delle donne, Mousso, cantata nella sua lingua madre, era ipnotica, e i suoi affascinanti gesti teatrali hanno reso indimenticabile l'inno Unite”. Cartney.

Il Teatro Sociale la ospitò nel 2018, registrando un tutto esaurito. Due anni fa è uscito Fenfo, che si può facilmente tradurre in "qualcosa da dire", attraverso Wagram / Montuno. A seguito del successo registrato da Fatou nel 2011 («Pitchfork» lo definì come un “album accattivante" che "ti avvolge con le sue atmosfere", «The Guardian» lo descrisse come "affascinante" e Gilles Peterson dichiarò Fatoumata come "uno dei talenti più entusiasmanti ascoltati dopo molto tempo”) Fenfo è stato coprodotto da Diawara e Matthieu Chedid (meglio conosciuto con il nome d'arte -M) e registrato in Mali, Burkina Faso, Barcellona e Parigi.

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Come spiega Fatoumata, la canzone Nterini, all’interno dell’album, è una canzone sull'angoscia provata da due amanti separati dalla distanza. "Il mio amore e mio confidente è andato molto lontano e non mi ha ancora inviato notizie. Lo amo nonostante tutto e mi manca ogni giorno. Devo avere notizie del mio amato; altrimenti non dormirò bene la notte."

Audacemente sperimentale, ma nel rispetto più profondo delle radici di Fatoumata, Fenfo è un album che definisce nitidamente i lineamenti della sua giovane femminilità africana - orgogliosa della sua eredità, ma con una visione che guarda con fiducia al futuro e un messaggio universale.

La modernità delle linee pungenti della chitarra elettrica si combina con le antiche corde africane di kora e kamel ngoni e la batteria kit si combina con i ritmi senza tempo delle percussioni tradizionali. Le composizioni pubblicate in Fenfo coprono un’ampia gamma di stili africani, antichi e moderni, dal lento blues in Kokoro al funk di Negue Negue, attraverso il sincopato afro-pop in Ou Y'an Ye. Le ninne nanne delicate (Mamma) siedono accanto a rock animati (Bonya). Il ritmo ipnotico di Fenfo è giustapposto ai ritmi ariosi e giocosi di Dibi Bo. Il Don Do, inquietantemente intimo, fluttua sulla semplice ma narrativa combinazione della voce e della chitarra acustica di Fatoumata e del violoncello evocativo di Ségal.

"Non volevo cantare in inglese o francese perché volevo rispettare la mia eredità africana", spiega Fatoumata Diawara "Desideravo però un suono ed un ritmo moderni, che rispecchiassero il mondo in cui vivo. Amo fondere e contemplare simultaneamente tradizione e sperimentazione. Si possono mantenere radici salde ed influenze autoctone, ma si possono comunicare in uno stile diverso.
Fenfo è un album che rivela chi sono e da dove provengo."

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