L'Omaggio a Modugno di Peppe Servillo: Uomini in frac all’Arena del Teatro Sociale di Como

Peppe Servillo

Uomini in frac presentano la loro visione di Domenico Modugno all’Arena del Teatro Sociale di Como all’interno della dodicesima edizione del Festival Como Città della Musica, venerdì 12 luglio alle ore 21.30.

Peppe Servillo e Furio Di Castri mettono insieme un ensemble d’eccezione, di esponenti di spicco del jazz italiano (al sax Javier Girotto, alla tromba Fabrizio Bosso, al piano Rita Marcotulli, alla batteria Mattia Barbieri) che si esibiscono con l’intento di fondere un’anima jazz con le canzoni di Domenico Modugno, “patrimonio nazionale, uomo dal cuore antico e dal linguaggio nuovo, saldamente radicato nella tradizione popolare”, arrangiando in modo nuovo brani intramontabili: la poesia, il gioco, la sensibilità, la vena folk rimarranno immutate.

Modugno è un monumento della canzone italiana, il suo urlo a braccia aperte “volare” proietta l’Italia dentro il boom economico, dentro la modernità e nel mondo, rivoluziona la canzone, da allora in avanti non più figlia solo del “belcanto”; Modugno trasforma le melodie e il linguaggio, ma resta saldamente radicato nella tradizione popolare, ha un cuore antico e un linguaggio nuovo, se ne infischia delle mode, è un classico.

Ma il jazz non ha paura dei classici; le sue modificazioni e trasformazioni di un repertorio vengono dalla conoscenza, dalla riflessione, dall’empatia: la poesia, il paradosso dell’interpretazione jazz sono il risultato di una frequentazione affettuosa, non un tradimento. Non si può chiedere al jazz di essere filologico, di mantenere una distanza snob dall’originale.

Che del resto qui non potrebbe esistere, visto l’elenco degli Uomini in frac: un cantante che più “teatrale” non si può, Servillo. Di Castri che invita a seguire le piste inesplorate del continente Modugno, i colori esotici, gli echi delle bande, gli accenti folk; la tromba raffinata e potente di Fabrizio Bosso; le ance di Girotto, tra melodia e Sud America; il pianoforte di Rita Marcotulli, intenso indagatore dei meandri melodici e armonici del repertorio italiano; la ritmica ricca e up-to-date di Barbieri. Pasqualino marajà si mischia con l’Art Ensemble of Chicago; ‘Lu minatori con Duke Ellington; Vecchio frac con Leonard Coen…

Una formula vincente e di successo, capace di prendere per mano il pubblico e portarlo in un mondo di suoni, dove momenti al limite del free jazz si fondono e risolvono nelle celebri melodie dell’artista di Polignano, che da un secolo sono parte integrante del reticolo sociale italiano. Sarà una nuova occasione per il pubblico comasco per ammirare ancora Fabrizio Bosso, molto applaudito lo scorso marzo al Teatro Sociale di Como all’interno della Lunga notte jazz.
 
 

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