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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Coronavirus

Vacanze di Natale nella morsa bicolore, lockdown più rosso che arancione

Ecco le anticipazioni e i dubbi che verranno sciolti entro questa sera

Il governo Conte pensa di introdurre la zona rossa nei festivi e nei prefestivi durante le feste ma anche di limitare la mobilità negli altri giorni attraverso l'introduzione della zona arancione in tutta Italia. Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi, a confermarlo è oggi il sottosegretario agli Interni Carlo Sibilia durante un intervento ad Agorà su Raitre: "Oggi le ipotesi sul tavolo sono: dal 24 al 27 dicembre Italia zona rossa, 28-30 Italia zona arancione. Dopodiché dal 31 al 3 gennaio zona rossa. Questa oggi è l'ipotesi sul tavolo". Si profila quindi, oltre al pranzo di Natale limitato, un Natale a due tinte anche per Como: rosso e arancione.

La differenza fondamentale tra zona rossa e arancione

Nella zona rossa è vietato uscire di casa se non per motivi di lavoro, salute o estrema necessità e urgenza (ma è sempre consentito il ritorno al proprio domicilio). Nella zona arancione è vietato invece "soltanto" spostarsi dal proprio comune o dalla propria regione. Nell'area rossa sono poi chiusi tutti i negozi tranne quelli di alimentari e di generi di prima necessità. In quella arancione invece i negozi sono aperti ma sono chiusi bar e ristoranti. 

zona rossa zona arancione 24 dicembre 3 gennaio decreto legge dpcm-3-3

Verso la zona rossa e arancione dal 24 dicembre al 3 gennaio

A parlare di zona arancione è stato oggi anche Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, a Radio anch'io su Rai Radio 1: "Abbiamo più volte detto che noi diamo indicazioni di carattere scientifico, poi spetta al governo e ai governatori locali la decisione più appropriata per quello specifico territorio. Noi diamo delle indicazione e le nostre indicazioni sono di grande estrema preoccupazione per l'andamento della curva epidemica.  E quindi adesso bisogna declinare queste preoccupazioni in reazioni e in interventi che devono essere realizzati e quindi zona rossa o zona arancione ma in tutti i casi ridurre la mobilità, ridurre gli incontri e ridurre tutte le possibilità di diffusione. La curva è ancora ad alto rischio i numeri sono troppo elevati". L'ipotesi di introdurre maggiori restrizioni anche nei giorni non festivi o prefestivi era stata ventilata nei giorni scorsi mentre il governo non ha ancora deciso se a introdurre le nuove regole che saranno valide per tutta Italia sarà un Dpcm, un decreto legge o entrambi come è successo tra il 2 e il 3 dicembre. 

Dal computo resta ancora fuori il periodo che va dal 4 al 6 gennaio, ovvero la festa dell'Epifania: nel governo l'ala rigorista ha chiesto di tingere di rosso anche la festa della Befana (ovvero il 5 e il 6 gennaio) e questo significa che nel caso sarebbe "arancione" anche il 4. Ma per ora il governo non ha ancora deciso: dalle 12 alle 15 è in programma un incontro con i presidenti delle Regioni nel quale in teoria dovrebbero essere illustrate le nuove misure per il lockdown di Natale 2020. Ma non risulta che sia stato ancora raggiunto un accordo né sulle regole né sulle deroghe, tra le quali in queste ore sono spuntati i due invitati al pranzo di Natale e la possibilità di allargare le presenze ai cosiddetti congiunti, come nel maggio scorso. 

In compenso alcuni governatori si sono già schierati: "Oggi avremo l'incontro definitivo tra governo e Regioni. Ci sono due ipotesi in campo: una zona rossa che prosegua dalla vigilia di Natale fino all'Epifania, oppure alternata con qualche giorno di allentamento, io privilegerei questa seconda ipotesi. Poi è evidente che non è una scelta facile da fare", ha detto il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, intervistato a Mattino Cinque. Apertamente contrario è invece il ligure Giovanni Toti: "Ristoratori, baristi, fornitori non sanno ancora se e quando andremo in zona rossa e sono in un limbo che crea solo ulteriori difficoltà in un periodo già drammatico". 

Zona rossa e arancione: tutte le differenze 

Cosa cambia da zona arancione a zona rossa? In primo luogo bisogna considerare che, salvo (improbabili) cambiamenti dell'ultim'ora, il 21 dicembre entrerà in vigore il divieto di circolazione interregionale deciso con il decreto legge 2 dicembre n.158. Secondo il programma non ancora annunciato dal governo dal 24 al 27 dicembre tutta l'Italia sarà in zona rossa e quindi sarà vietato uscire di casa se non per comprovate motivazioni di lavoro, salute o necessità. La stretta verrà allentata dal 28 al 30 dicembre e tornerà in vigore nei tre giorni successivi. E quindi: 

  • dal 24 al 27 dicembre l'Italia sarà in zona rossa: saranno chiusi bar e ristoranti e non si potrà uscire se non per motivi di lavoro, salute, necessità che andranno comprovati tramite autocertificazione; si potrà uscire per andare a messa e il governo discute anche di una deroga per permettere il pranzo di Natale con due congiunti stretti al massimo: genitori anziani o figli;
  • dal 28 al 30 dicembre le restrizioni si allenteranno di nuovo: i negozi riapriranno fino alle 21 e i ristoranti e i bar saranno aperti fino alle 18; sarà però in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5;
  • il programma dal 28 al 30 dicembre potrebbe in parte cambiare se invece il governo proclamerà la zona arancione in tutta Italia; in quel caso ristoranti e bar saranno chiusi e non si potrà uscire dal proprio comune se non per i tre casi di lavoro, salute, necessità e urgenza;
  • dal 31 dicembre al 3 gennaio varranno di nuovo le restrizioni della zona rossa. 

L'eccezione per i piccoli comuni

Nel suddetto periodo delle feste natalizie, salvo sorprese dell'ultima ora, si potrà uscire da proprio comune se questo è sotto i 5mila residenti, ma solo entro un raggio di 30 chilometri. Una deroga comunicata da Roma alle Regioni Non che non si estenderebbe ai Comuni capoluogo, anche se si trovano a un raggio di 30 km. In altre parole: se un cittadino abita a Cernobbio può andare a Maslianico o Moltrasio ma non Como. 

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