Frontalieri: in dogana una corsia riservata a medici e infermieri per evitare le code

Intanto sale il numero dei respingimenti alla frontiera

In Ticino si torna a parlare di frontalieri e di manovre anti coronavirus. Se da una parte infatti molte aziende hanno preferito lasciare a casa i dipendenti italiani, la sanità non può ovviamente farne a meno. Medici e infermieri comaschi continuano dunque a recarsi al lavoro. Alcuni hanno deciso – caldamente spinti dai propri datori di lavoro – di fermarsi a dormire in Ticino fino alla fine dell’emergenza. Chi però non ne ha la possibilità rischia, come abbiamo mostrato nei giorni scorsi, di restare imbottigliato nelle code chilometriche delle dogane, in cui i controlli si sono fatti serratissimi.
Sulla questione è intervenuto Christian Bock, direttore dell’Amministrazione federale delle dogane (AFD), secondo il quale “sono in corso discussioni per creare delle vie speciali destinate al personale sanitario frontaliero”. Questo permetterebbe a tutti questi lavoratori di avere una sorta di corsia speciale, di precedenza in dogana.

Intanto in Ticino aumentano i respingimenti di lombardi che provano a oltrepassare il confine: secondo fonti ufficiali è salito a più di 11.000 il conto delle persone a cui dall’inizio dell’emergenza è stato rifiutato l’ingresso in Svizzera.

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