Lombardia zona rossa, lockdown totale

In nottata Conte ha firmato il nuovo Dpcm, ma Fontana si oppone: «Sono scelte basate su numeri vecchi»

Lockdown a Como

La firma è arrivata nella notte, al termine di una lotta tra governo e regioni, con la diffusione della bozza nel pomeriggio mentre le riunioni con gli enti locali erano ancora in corso. Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana si è opposto al lockdown fino all'ultimo ma il suo territorio alla fine è finito nella "fascia rossa".

L'Italia divisa in tre zone: zona rossa, zona arancione (o gialla, secondo le ultime notizie) e zona verde. E Como, insieme alla Lombardia, finisce in quella con lo scenario peggiore.

L'elenco delle zone rosse verrà ufficializzato oggi ( è notizia delle ore 19 del 4 novembre che ci sarà uno slittamento, si legga l'approfondimento qui)  e la diatriba tra Fontana, Gallera e il Governo si è basata su quali numeri prendere in considerazione e, come riportato sul Corriere della Sera, Gallera ha specificato che «i dati che ha il governo sono precedenti all’introduzione delle nostre misure, quindi, io penso che lo stesso governo voglia attendere i nuovi dati, penso che sia più corretto fare una valutazione sulla base delle misure assunte, anche per dare un senso ai cittadini, e far capire loro che se quello che hanno fatto è positivo, o non lo è del tutto, e quindi dobbiamo inasprire». Anche perché, fanno notare i vertici della Lombardia, in base all’intervallo di tempo preso in esame può cambiare parecchio anche la geografia delle Regioni da considerare in «fascia rossa». Ma, salvo cambi dell'ultimo minuto, la Lombardia e Como sono in zona rossa.

Le zone rosse, spiega oggi il Corriere della Sera, sono quelle caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto. E i controlli? Potranno essere solo a campione, fa sapere il ministero dell'Interno. 

Questo lo scenario del nuovo lockdown che in Lombardia potrebbe entrare in vigore a partire da giovedì 5 novembre se Fontana non riuscisse a modificare la decisione del Governo. Mentre il decreto generale sarà in vigore fino al 3 dicembre, le misure restrittive nelle zone rosse dovrebbero essere temporanee e qualora il quadro epidemiologico dovesse migliorare potrebbero venire attenuate già dopo 15 giorni. 

Le zone rosse

Queste zone, quindi la Lombardia e Como, si caratterizzano per:

  • Divieto di ingresso: "È vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori, nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati". Sarà possibile entrare e uscire in e da una zona rossa soltanto per motivi di lavoro, salute o urgenza che vanno giustificati tramite il modulo di autocertificazione; 
  • Chiusura degli esercizi commerciali, tranne alimentari, tabaccai, edicole, farmacie e parafarmacie; al contrario di quello che c'era scritto ieri nella bozza, parrucchieri, barbieri ed estetisti rimangono aperti; 
  • Tutte le attività scolastiche si svolgono con didattica a distanza ma rimane la possibilità di svolgere laboratori ed altre attività a scuola una tantum;
  • Sono sospese tutte le attività sportive ma è consentito svolgere attività motoria;

Nelle zone rosse si applicano tutte le limitazioni previste anche nelle zone arancioni e in quelle verdi. Le zone arancioni sono quelle "caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto". In esse:

  • "È vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori salvo che per gli spostamenti motivati"; sono consentiti gli spostamenti necessari a garantire la didattica in presenza; 
  • "È vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione";
  • Sono chiusi "bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, ad esclusione delle mense e del catering. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio" e "fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze";
  • Il ministero della Salute verifica settimanalmente la situazione ogni settimana ed emana ordinanze ogni 15 giorni

Le zone arancioni

Nelle zone arancioni (o gialle) si applicano anche le limitazioni previste in quelle verdi; Le zone verdi sono caratterizzate da:

  • coprifuoco alle ore 22;
  • autobus e mezzi di trasporto nazionali, regionali e provinciali hanno una capienza del 50%
  • La didattica a distanza è prevista per tutte le scuole superiori;
  • alle scuole elementari e medie è prevista l'attività in presenza con mascherina; 
  • I bar chiudono alle 18, sono chiusi cinema, mostre e musei, sono sospesi tutti i concorsi e nei fine settimana sono chiusi i centri commerciali.

Zone rosse, zone arancioni, zone verdi: le cinque regioni candidate alla chiusura

Oggi verrà reso noto l'elenco delle regioni più a rischio, che dovrebbero essere Piemonte, Lombardia e Calabria oltre alla provincia di Bolzano. In zona arancione dovrebbero esserci invece Campania, Puglia, Veneto, Liguria e Valle d'Aosta. Ma proprio sui dati, ovvero sui numeri che dovrebbero essere incontrovertibili, si è nel frattempo scatenata una polemica perché dovranno essere i presidenti di Regione a mettere la firma (e di conseguenza la faccia) sui provvedimenti. Per questo ieri i governatori hanno scritto una lettera a Conte in cui esprimono preoccupazione per i passaggi del Dpcm che "esautorano il ruolo e i compiti delle Regioni e Province autonome, ponendo in capo al governo ogni scelta e decisione" e vogliono "un contraddittorio per l'esame dei dati" insieme ai tecnici dei dipartimenti regionali. 

Prima della firma del Dpcm da parte del premier Giuseppe Conte, i ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza hanno inviato una risposta alle regioni nella quale si specifica che "il coinvolgimento delle Regioni e delle Province autonome è ampiamente garantito dalla partecipazione diretta delle stesse in seno alla Cabina di regia, nonché dall'iter procedimentale costruito che contempla l'adozione, da parte del Ministro della salute, delle relative ordinanze, sentiti i Presidenti delle regioni interessate". Si promettono anche ristori rapidi:  "Per quanto riguarda le misure economiche e i ristori delle attività economiche oggetto di restrizioni si assicura che in questa settimana verrà approvato dal Consiglio dei Ministri un apposito decreto legge, che prevederà la tempestiva erogazione delle risorse".

Le novità a scuola: obbligo di mascherina anche al banco

Una novità che non era contenuta nelle bozze circolate ieri pomeriggio è la mascherina a scuola: in tutte le regioni in cui continueranno a frequentare in presenza i ragazzi di prima media e i bambini di elementari, asili e materne avranno l’obbligo di mascherina anche al banco (vale per tutte le Regioni). In base a questi dati, scrive oggi Repubblica, potrebbero arrivare a cinque le regioni candidate alla chiusura: Lombardia, Piemonte, Calabria, Valle d'Aosta e Alto Adige. Il quotidiano aggiunge oggi che in questa cerchia potrebbe rientrare anche la Campania, a rischio per l'area metropolitana Napoli-Caserta.

Puglia e Sicilia saranno presumibilmente inserite nella fascia intermedia, che prevede comunque la pesante serrata di bar e ristoranti. Lo stesso vale per la Liguria. A sorpresa, anche l'Emilia-Romagna balla sul filo, come pure il Veneto: ancora da stabilire se saranno arancioni o in fascia verde.

"Il principio di base è quello di ridurre le possibilità di esposizione laddove la circolazione del virus è più fuori controllo. Quindi la divisione tra aree a più alto rischio e a rischio più moderato", ha detto ieri il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, a 'Di Martedì', parlando dell'orientamento del nuovo Dpcm. "Ci tengo a sottolineare - ha precisato- che non si tratta, anche nelle zone rosse, di un lockdown sovrapponibile al primo vissuto a marzo, perché alcune attività verranno mantenute. Attenzione: si tratta di misure che cercheremo di rendere quanto più temporanee possibili, compatibilmente con l'andamento del virus. E quindi il report che viene fatto settimanale, consentirà di adattare e modificare tali restrizioni. Così come è possibile che in alcune zone rosse sia possibile trovare delle aree in cui vi possa essere maggiore libertà. Quindi ci sarà flessibilità sul territorio''.

Autocertificazione

Il Fatto Quotidiano fa sapere che per quanto riguarda l'autocertificazione (di notte e anche di giorno a seconda delle Regioni, per giustificare spostamenti consentiti solo per motivi di lavoro, salute o assoluta necessità), dal Viminale suggeriscono di compilarla a casa, metterla in tasca, nella borsa o nel portafoglio e poi firmarla.

Ovviamente nessuno immagina di cinturare le zone “rosse” con i carabinieri o anche i soldati dell’Esercito come se si trattasse di Codogno (Lodi) o Vo’Euganeo (Padova) nel febbraio scorso. I posti di blocco ci saranno, ma “i controlli potranno essere solo a campione”, spiegano al ministero dell ’Interno.

Le modalità, non appena saranno emanati i provvedimenti, le stabilirà una circolare del capo di gabinetto, prefetto Bruno Frattasi, d’intesa con la ministra Luciana Lamorgese. Poi il capo della polizia Franco Gabrielli le tradurrà in indicazioni operative per le questure.

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