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Como centro, nei primi giorni gialli di dicembre

Como centro, nei primi giorni gialli di dicembre

Como, le date importanti per capire gli scenari possibili dei primi mesi del 2021

Dopo le feste, determinante sarà il monitoraggio dei dati del 5 gennaio e lo scadere del Dpcm il 15

Capodanno è passato. Il Dpcm in vigore sta per scadere. Non tutto è andato sempre al meglio, molte le norme violate (anche a Como), ma adesso quello che conterà per la ripresa saranno i numeri della curva epidemiologica. 

Sono tre le date importanti in questo primo mese del 2021 per capire gli scenari di Como e della Lombardia.

  • La prima è quella del 5 gennaio, dove, come riportato anche sul Corriere della Sera ci sarà un monitoraggio dei dati particolarmente importante perchè rilevante di quanto accaduto nei primi giorni festivi con in vigore il Dpcm di Natale.
  • Il 6 gennaio è, invece, l'ultimo giorno regolato dal Dpcm delle feste e qui, secondo quanto riportano i dati ora, la Lombardia dovrebbe tornare in zona gialla dal 7, il 15 invece scade il Dpcm e già si pensa al prossimo. 
  • Venerdì 15 gennaio, altra data da segnalare, scadono il decreto legge n.158 del 2 dicembre e il DPCM del 3 dicembre. Il primo ha chiuso i confini regionali dal 21 dicembre al 6 gennaio. Il secondo, invece, è quello che ha prolungato il sistema delle zone rosse, arancioni e gialle. Sembrerebbe che il Governo voglia mantenere le zone a colori, ma probabilmente cambieranno alcuni paramentri per definirli. 
  • In merito ai parametri, c'è una richiesta delle Regioni, ora al vaglio dell'Iss, di apportare alcuni cambiamenti che potrebbero influire sui 21 indicatori per stabilire l'assegnazione delle zone (gialla, arancione, rossa) nell'ambito del monitoraggio della Cabina di regia. Tra questi, secondo quanto si è appreso, un diverso metodo di calcolo dei tamponi antigenici e molecolari effettuati, che potrebbe poi influire sul tasso di positività. Ad essere rivalutata potrebbe essere anche la definizione dei 'casi' e strategie di esecuzione dei test. Il Fatto Quotidiano aggiunge che le Regioni chiedono “che siano precisati chiaramente – si legge nella lettera inviata il 24 dicembre da Icardi al ministro Roberto Speranza e ai dirigenti del ministero – il totale dei test effettuati dalle singole Regioni in tutti i bollettini del ministero e della Protezione”, che oggi riportano solo i molecolari. Gli antigenici, assicurano dal ministero, saranno inseriti nei bollettini. Il rischio è che, con lo screening, le Regioni abbassino notevolmente il tasso di positività.

In attesa di queste decisioni e dei monitoraggi, per ora ecco quello che si potrà fare dal 7 gennaio fino a nuovo decreto. 

Cosa si può fare dal 7 gennaio fino al nuovo Dpcm 

Detto questo, quali divieti sono in arrivo a partire dal 7 gennaio, quando scadranno gli effetti del Dl 172/2020, e a partire dal 15? Il Corriere della Sera li riepiloga oggi segnalando anche per quali settori le riaperture si riallontanano: 

  • il coprifuoco verrà rinnovato insieme all'obbligo di indossare la mascherina all'aperto e al chiuso e a mantenere il distanziamento di almeno un metro; rimarrà in vigore il divieto di assembramento e la facoltà, per i sindaci, di chiudere strade e piazze; 
  • i negozi verranno riaperti ma con orario di chiusura non più prolungato; verrà rinnovata la chiusura dei centri commerciali nei festivi e prefestivi;
  • bar e ristoranti riapriranno fino alle 18 con le regole precedenti: sedere al massimo in quattro al tavolo e indossare la mascherina quando non si mangia; resteranno consentiti l'asporto e la consegna a domicilio; 
  • la capienza su bus e metropolitane rimane fissata al 50 per cento e non si prevede di aumentare i posti dopo il 15 gennaio;

La riapertura delle piste da sci il 7 gennaio è saltata e il Comitato Tecnico Scientifico ha chiesto alle Regioni di rivedere le linee guida, mentre il ministero dello Sport sta valutando insieme agli esperti la possibilità di riaprire palestre e piscine dopo il 15 ma con uso individuale.

Per il settore dello spettacolo e della cultura i musei sono in pole position per riaprire con ingressi contingentati. Tutto il resto è in alto mare. E la scuola? La data fissata è quella del 7 gennaio, ma al netto della scelta dei ministeri della Salute e dell’Istruzione di partire con solo il 50% degli studenti in aula e con uno o due turni differenziati (lezioni dalle 8 alle 14 e dalle 10 alle 16, con durata fino a 45 minuti anche il sabato mattina).

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