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"Migranti clandestini, in stazione regna l'illegalità"

Da più parti viene sollevato il problema dell'illegalità che regnerebbe sovrana alla stazione San Giovanni di Como. Nessuno, in effetti, sembra avere reale contezza di quanti migranti presenti alla stazione abbiano realmente diritto di...

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Da più parti viene sollevato il problema dell'illegalità che regnerebbe sovrana alla stazione San Giovanni di Como. Nessuno, in effetti, sembra avere reale contezza di quanti migranti presenti alla stazione abbiano realmente diritto di trovarsi su suolo italiano e, quindi, nel capoluogo lariano. Un vero "censimento" ufficiale, con tanto di identificazione di ciascuna persona - adulto, donna o bambino che sia - pare non esserci proprio. Oppure c'è, ma non viene diffuso. Quello che sembra ormai appurato è che le situazioni al di fuori della legalità siano parecchie, se non addirittura la maggior parte. E' stato lo stesso assessore ai Servizi Sociali di Como, Bruno Magatti, ad aver ammesso, in sede di dichiarazione preliminare dello scorso 21 luglio in consiglio comunale, la presenza di persone "ai margini o addirittura fuori dal circuito della legalità". Da questa dichiarazione ha preso le mosse l'interrogazione del consigliere di opposizione di Adesso Como, Alessandro Rapinese, che in un documento depositato due giorni fa ha chiesto a sindaco e giunta "se l'amministrazione comunale, direttamente o per il tramite del Prefetto/Questore/Comandante dei Carabienieri di Como, abbia verificato (e/o fatto verificare) se le persone che stanno occupando la stazione San Giovanni di Como e gli adiacenti giardini siano legalmente sul suolo della Repubblica Italiana".

Infine Rapinese chiede "qualora l'amministrazione comunale non avesse verificato se le persone che stanno occupando la stazione San Giovanni di Como e gli adiacenti giardini siano legalmente sul suolo della Repubblica Italiana, la ragione per la quale non abbiano provveduto". immigrati-stazione-lug16-2

Il consigliere ha anche commentato: "I media hanno affermato fin dall'inizio che l'occupazione della stazione sarebbe avvenuta da parte di stranieri non richiedenti asilo, in altri termini da parte di migranti irregolari o clandestini. La clandestinità in Italia è reato. Lucini però per riportare ordine e legalità alla stazione San Giovanni non ha mosso un dito".

A sollevare il problema dell'illegalità dovuta al reato di clandestinità è anche e soprattutto la Lega Nord che già nei giorni scorsi ha fatto sentire la sua voce per mezzo del parlamentare Nicola Molteni (nella foto il secondo da sinistra durante la visita a Como dell'assessore regionale Simona Bordonali) al quale oggi ha fatto eco lo stesso presidente di Ragione Lombardia Roberto Maroni in un post pubblicato sul suo profilo Facebook: "Ha ragione Nicola Molteni, questi 'profughi' non sono profughi, sono clandestini: secondo le regole europee e la Legge Bossi-Fini non hanno diritto a stare da noi. E allora vanno rimandati a casa loro, altro che accoglierli. Governo sveglia". Queste le Parole di Maroni dopo che Molteni ha sostenuto che, a Como, non si debba realizzare "tendopoli né

utilizzare la caserma per ospitare i circa 500 "finti profughi" che sostano da giorni nello spazio attorno la stazione ferroviaria di Como San Giovanni. Soluzioni, quelle prospettate,

che il deputato definisce "inaccettabili, contrarie a ogni regola e al buon senso", che trasformerebbero Como "nel più grande hub della Lombardia".

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