Angela Corengia: "Fango su di me non è giustificato"

Il caso della coperta tolta al senzatetto a San Francesco è diventato nazionale

Corengia a San Francesco

Ovviamente un gesto simile non poteva passare inosservato. E forse Angela Corengia, vista la sua posizione di assessore alle Politiche Sociali, avrebbe potuto essere almeno un filo più prudente. Che non cercasse visibilità, di certo non attraverso un atto di questo tipo, è del tutto evidente. Angela Corengia non è però una sprovveduta e ben sa che in politica non si perdonano "leggerezze", tanto più quando il tema è già infuocato di suo in una città che ancora non ha trovato soluzione ma pensa piuttosto di installare le grate a San Francesco. Se ne parlerà questa sera in consiglio comunale con la mozione della Lega, si prevedono fulmini e saette.

Intanto, mentre il caso è diventato nazionale, portando nuovamente Como alla ribalta per questioni poco nobili, è la stessa Corengia - alla quale da più parti vengono mosse accuse per un fatto che non attiene ai suoi compiti istituzionali - ad intervenire con uno scritto che pubblichiamo integralmente, come è doveroso in questo caso, senza aggiungere ulteriori commenti.  

"Non è mia abitudine accentrare l’attenzione sul mio operato, chi mi conosce mi ha già manifestato la propria solidarietà. Tuttavia il fango che, a livello personale, sta arrivando è davvero non giustificato, basandosi su informazioni non corrette e diffuse “ad arte” per attacchi a questa Amministrazione.

I fatti sono stati già da me descritti a uno dei media locali: come ormai da tempo facciamo, tre volte la settimana assistiamo Aprica alle operazioni di pulizia a San Francesco. Il compito dell’assessore Negretti e mio è quello di fare in modo che coloro che trascorrono la notte sotto il porticato liberino temporaneamente l’area per consentire pulizia e sanificazione, anche nel loro interesse.

Per questo personalmente sveglio con un “buongiorno ragazzi” e un “per favore puoi alzarti?” gli ospiti e capita che l’invito debba essere più volte reiterato. Gli operatori di Aprica attendono pazientemente che tutti lascino gli spazi e depositino sul prato materassi e quanto ritengono di dover conservare. Succede anche che si concordi con i ragazzi quello che deve essere buttato: lo fanno loro direttamente e talvolta vengono aiutati – con il loro consenso - per accelerare le operazioni, che hanno un costo e per lasciar libera rapidamente la squadra impiegata. Nei giorni di pioggia ci si limita alla pulizia del porticato, senza spostare alcunché sul prato bagnato.

L’immagine del video mostra che ho sollevato una coperta e l’ho depositata nel prato (quindi non buttata); quello che non si sente ed è un peccato – perché la voce è di chi riprende - è che gli ho detto che avrei messo io la coperta sul prato, senza alcuna violenza, ma con il mio consueto modo di fare. Sono certa di non aver bisogno di convincere nessuno".

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