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Opinioni

Maurizio Pratelli

Collaboratore QuiComo

La corsa in salita di Rapinese, da solo contro tutti i partiti

Nessuno degli avversari lo nomina ma tutti lo temono

Immaginando la sfida elettorale del 12 giugno come una grande corsa ciclistica a tappe, un'eventuale vittoria di Alessandro Rapinese si configurerebbe certamente come l'impresa di un veterano nato per gareggiare sotto una sola bandiera: quella che ai simboli dei partiti preferisce sventolare il suo cognome. Vero è che almeno fin qui contro i "giganti" non hai mai vinto, ma non si può certo sostenere, dopo le sue tante corse da outsider, che il suo impegno non sia continuato dai banchi dell'opposizione.

Ora, a poco meno di un mese dalle elezioni per il nuovo sindaco di Como, è difficile fare pronostici. Tuttavia, nonostante il centrosinistra guidato da Barbara Minghetti e il centrodestra guidato da Giordano Molteni abbiano messo in campo tutte le risorse disponibili con le ammiraglie dei grandi team, per Rapinese il ballottaggio non sembra un traguardo così irraggiungibile. Stabilito ragionevolmente che nessuno sembra avere i numeri per vincere al primo turno, la data che incoronerà il nuovo primo cittadino di Como dovrebbe quindi essere quella del 26 giugno.

A Rapinese non mancano le tipiche qualità dello scalatore solitario, ma pensare oggi a una fuga per la vittoria sarebbe quantomeno azzardato. Di certo sembra essere più che mai in grado di dare filo da torcere a tutti almeno sino alla tappa decisiva. "Ora puoi", dice lui. E lo dicono anche i fan che lo accompagnano lungo il percorso di questa corsa con un appassionato tifo da strada. Dilettanti allo sbaraglio? No, piuttosto semplici cittadini di Como senza il sostegno di alcun partito che si sentono parte di un team civico. Fin troppo facile ricordare che il "no logo" Rapinese fa forza proprio su questo elemento di assoluta indipendenza.

Dopo cinque anni di centrosinistra con Lucini, dopo cinque anni di centrodestra con Landriscina, non si può certo ignorare il fatto che la suggestione di provare la "terza via" possa diventare per i comaschi non solo una possibilità ma anche una tentazione. Nonostante i due principali contendenti, Minghetti e Molteni, sembrino fare gara a sé, randellandosi a vicenda con tutti i loro gregari schierati in testa al gruppo e senza troppo curarsi delle orgogliose pedalate di Rapinese, il percorso è ancora lungo e non senza ostacoli. Qua e là qualche foratura si è già vista.

Andare al ballottagio resta per tutti i contendenti il primo obiettivo. Ma la salita al colle di Palazzo Cernezzi è faticosa e fin qui non troppo appassionante, per la verità. E chissà se alla fine, tra un Gino Bartali e un Fausto Coppi, non possa spuntare, a sorpresa, un Fiorenzo Magni. In palio c'è la maglia più importante della città, quella azzurra di Como. Il vero campione, chiunque sarà, dovrà dimostare di esserlo soprattutto dopo l'arrivo a braccia alzate.

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