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Venerdì, 3 Febbraio 2023
Editoriale

L'assemblea dei sindaci dell'Ato non vota Rapinese: è la politica che fa squadra contro il suo nemico

Per la prima volta il sindaco del capoluogo non è stato eletto presidente

Per la prima volta il sindaco di Como non è stato eletto presidente dell'assemblea dell'Ambito Territoriale Ottimale (ATO) della provincia di Como. I sindaci votanti hanno scelto con 53 voti Roberto Fornasiero, primo cittadino di Fino Mornasco. Per Rapinese solo 4 voti. Orbene, come va letto questo risultato? Per qualcuno si tratterebbe di una reazione per dare un segnale in merito alle troppe polemiche innescate da Rapinese (da quella con Cernobbio per il Natale a quella relativa alla richiesta di accorpare Comuni confinanti). La lettura, per chi scrive, è una sola: la politica sta facendo squadra per attaccare l'outsider che ha conquistato lo scranno più alto di Palazzo Cernezzi proprio combattendo quella stessa politica. Non si venga a dire che tutti i sindaci votanti sono in realtà esponenti civici, questa cosa non starebbe in piedi. Piuttosto ammettiamo che ad ogni occasione utile la politica tradizionale cercherà di dare spallate a Rapinese nel tentativo di incrinarne l'immagine e la credibilità e soprattutto minare la fiducia che il suo elettorato gli ha dato alle scorse comunali. Ma siamo sicuri che sia la cosa giusta da fare?

Rapinese è diventato sindaco di Como conducendo una battaglia senza esclusioni di colpi contro i partiti, e questa battaglia l'ha vinta. Governerà cinque anni, piaccia o non piaccia, sostenuto da una solida maggioranza. Tentare di isolarlo, metterlo all'angolo e colpirlo rischia di avere l'effetto opposto a quello desiderato e di dargli ancora più forza perché, parliamoci chiaro, Rapinese ha vinto le elezioni proprio perché è slegato dai partiti e dalle logiche partitiche. E allora la politica che fa? Anziché imparare la lezione e guardare al risultato di Rapinese come indicatore di dove stia andando il sentiment popolare dei comaschi, lo combatte con tutte le forze. Non dico che bisognerebbe sempre porgere l'altra guancia a Rapinese, ma sicuramente bisogna arrendersi al fatto che la gente (leggasi pure "l'elettorato") politicamente non militante o tifosa, vuole semplicemente qualcuno che passi sopra ai luoghi comuni e che scardini i concetti e i preconcetti di un modo di fare politica che da anni si sta dimostrando inadeguato a governare non solo piccoli e grandi Comuni, ma anche il Paese. Se la politica vuole rinnovarsi e vuole davvero riportare le persone in massa a votare, personaggi come quelli di Rapinese non dovrebbe avversarli ma cooptarli. Altrimenti in questa stagnante contrapposizione tra politica e anti-politica gli unici a farne le spese saranno sempre e solo i cittadini.

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