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Domenica, 26 Maggio 2024
Salute Erba / Via Cesare Cantù, 20

Tumore del colon retto, una serata di beneficenza al Castello di Casiglio

L'importanza delle campagne di screening

In Italia nel 2020 erano circa 3,6 milioni i cittadini con una pregressa diagnosi di tumore; il 37% in più di quanto osservato solo 10 anni fa. Nel 2022, sono state 390.700 le nuove diagnosi; tra i più frequenti proprio quello del colon-retto (48.100 cittadini, +1,5% negli uomini e +1,6% nelle donne). Eppure, secondo i dati Aiom (Associazione italiana oncologia medica): 7 italiani su 10 non aderiscono allo screening. Qualcosa quindi sembrerebbe non funzionare: Aristotele ha insegnato che il valore ultimo della vita dipende dalla consapevolezza e dal potere della contemplazione piuttosto che dalla mera sopravvivenza. Alberto Vannelli, erede della scuola di chirurgia colorettale dell’istituto nazionale dei tumori di Milano, attuale direttore della Chirurgia al Valduce e presidente di Erone onlus, ha approfondito alcuni aspetti davvero importanti.

L'importanza dello screening

"Le campagne di screening - ha spiegato Vannelli - rappresentano una delle massime conquiste dello stato moderno al pari dell’acqua potabile o dell’istruzione, eppure la mancanza di questa consapevolezza non permette a noi oncologi di mettere la parola fine a questa malattia. Nel caso di tumori del colon retto, il trattamento più comune per la guarigione, soprattutto negli stadi iniziali resta la chirurgia. Per quelli del retto in particolare - ha contionuato Vannelli - la chirurgia è spesso preceduta da chemio e radioterapia, la finalità è di meglio prevenire le recidive locali ed effettuare interventi più conservativi; purtroppo nei casi più gravi si rende necessaria la totale asportazione del tratto interessato e la creazione di una stomia permanente. Gli stomizzati italiani sono oltre 45mila. Al rientro a casa, superata la fase post-chirurgica e riabilitativa, lavorare con una stomia è semplice a dirsi ma non a farsi, poiché i disagi da affrontare sono tanti, soprattutto quando si abbina anche la condizione di paziente oncologico: una consapevolezza che non si acquisisce da soli. La malattia oncologica, unitamente alla presenza di una mutilazione funzionale come la presenza di una stomia, è una condizione che impatta fortemente sulle dimensioni sanitaria e sociale condizionando il processo di guarigione". 

Una serata di beneficenza

"Abbiamo voluto dedicare il ricavato della serata di beneficenza della nostra associazione, tenutasi sabato scorso presso il Castello di Casiglio a Erba - ha tenuto a sottolineare Sara De Dosso vice primario di oncologia presso l’Istituto Oncologico della Svizzera italiana e cofondatrice insieme al marito di Erone onlus - proprio al tema della consapevolezza. La novità di quest’anno che ha visto anche la partecipazione dell’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione: Alessandro Fermi, viene da Roberto Polvara e i figli Elisabetta, Andrea e Stefano i quali hanno inviato una generosa donazione alla memoria della loro amata moglie e madre Giusy Muttoni, scomparsa prematuramente lo scorso 20 luglio. Per sua volontà alle esequie hanno chiesto non fiori, ma donazioni all’associazione. Grazie ad una precedente collaborazione con l’università Cattolica di Milano si è deciso di formare un assistente sociale che messo gratuitamente a disposizione da Erone onlus, affiancherà i pazienti affetti da tumori del colon retto portatori di stomia, con la creazione di un modello di auto-muto aiuto. La condivisione di esperienze comuni, guidata da un esperto aumenta la propria consapevolezza e rappresenta una vera opportunità: parlare tra simili attenua incertezze e paure, influenzando in modo positivo l’affrontare le varie fasi di malattia e le terapie proposte".

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