Coronavirus

Lombardia, Speranza ha firmato: no all'apertura delle piste da sci fino al 5 marzo

Dopo aver ascoltato il parere del Comitato Tecnico Scientifico il ministro della Salute ha deciso a poche ore dalla riapertura, di prolungare il divieto dell'attività

Pista da sci (foto Wikicommons, Milano Today)

Infine il ministro della Salute Roberto Speranza ha scelto la "linea dura", ovvero di prolungare il divieto dell'attività sciistica sino al 5 marzo 2021. Il preavviso, come spesso accade in tempi di covid, è stato davvero scarso. Gli impianti, in Lombardia, erano pronti a riaprire domani, 15 febbraio 2021. Anche in altre regioni in zona gialla era prevista la riapertura delle piste da sci.

Il governatore Attilio Fontana aveva firmato un'ordinanza con tutti gli accorgimenti del caso.

«Gli impianti nelle stazioni e nei comprensori sciistici saranno aperti anche agli sciatori amatoriali, ma la capienza massima è fissata al 30%, il testo dell'ordinanza, infatti, specifica che "in ogni comprensorio sciistico, o stazione sciistica non ricompresa in un comprensorio sciistico, il numero massimo di presenze giornaliere è determinato nella misura del 30% della portata oraria complessiva di tutti gli impianti a fune (cabinovie, funivie, seggiovie, skilift) presenti nel comprensorio sciistico o nella stazione sciistica non ricompresa in un comprensorio. Per le stazioni con al massimo due impianti complessivi si sale al 50% della portata oraria complessiva ( qui tutte le disposizioni).». Ma evidentemente le ordinanze non sono bastate. 

Le incertezze di Speranza di stamattina sono diventate fatti: le piste restano chiuse

Come spesso accade, in periodo di Covid, nulla è mai certo. Come riportato da Il Corriere della Sera proprio questa mattina, 14 febbraio 2021, il ministro della Salute aveva chiesto una nuova valutazione del Comitato Tecnico Scientifico sulla riapertira delle piste ed era chiara la sua intenzione di relazionarsi in primis con il neoministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini per valutare la convocazione delle Regioni e l'eventuale decisione di proroga del divieto. Decisione che è arrivata, con pochissimo preavviso, in serata: domani, in Lombardia e nelle Regioni "gialle" dove era previsto il ritorno sulla neve, gli impianti non apriranno, perchè il ministro ha infine deciso si prolungare il divieto fino al 5 marzo. 

«La riapertura degli impianti di sci presenta diversi rischi epidemiologici, e serve quindi precauzione assoluta a fronte di una situazione complessa anche a causa del dilagare delle varianti virali». Sono queste le parole giunte dal Cts, che non ha detto no alle aperture, ma ha frenato sicuramente gli entusiasmi, lasciando che la decisione finale passasse alla politica. E così è stato. 

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