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Obbligo vaccinale, il Tar scombussola tutto: anche senza green pass lo stipendio è un diritto

Due i decreti d'urgenza presi dal tar del Lazio che potrebbero essere apripista anche per la Lombardia e il resto d'Italia: ma la decisione definitiva arriverà il 16 marzo

Sono passate pochissime ore dall'entrata in vigore della norma che impone l'obbligo vaccinale a tutti gli over 50 (lavoratori e non) e, come riporta Rainews.it ci sono già stati ricorsi al Tar, ricorsi con ogni probabilità consegnati preventivamente. La decisione presa ad oggi dal Tribunale Amministrativio Regionale del lazio potrebbe essere però un apripista anche per la Lombardia e le altre regioni in quanto, almeno fino all'esame colleggiale, con due due decreti d'urgenza hanno accolto le motivazioni dei due lavoratori.

Uno  dei due è una guardia della polizia Penitenziaria.

Queste le motivazioni: "...il ricorso, prospettando profili di illegittimità costituzionale della normativa concernente l'obbligo, per determinate categorie di personale in regime d'impiego di diritto pubblico, di certificazione vaccinale ai fini dell'ammissione allo svolgimento della prestazione lavorativa, richiede adeguato approfondimento nella sede propria collegiale", nonché ritenuto che "in relazione alla privazione della retribuzione e quindi della fonte di sostegno delle esigenze fondamentali di vita, sussistono profili di pregiudizio grave e irreparabile, tali da non tollerare il differimento della misura cautelare sino all'esame collegiale". 

Non è una "vittoria definitiva" ma l'esame collegiale è già stato fissato per il prosismo 16 marzo. Almeno fino a quella data i due lavoratori non vaccinati riceveranno normale compenso. 

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