Natale a Como: niente Balocchi, baci e abbracci

«Veglioni, cenoni, baci e abbracci... questo non è possibile», le parole del premier Giuseppe Conte

Conte e Babbo Natale 2

«Veglioni, cenoni, baci e abbracci... questo non è possibile ma qui, al di là delle valutazioni scientifiche, occorre buonsenso. Una settimana di socialità scatenata, come è quella che di solito ci accompagna nelle festività natalizie, significherebbe pagare a gennaio un innalzamento brusco della curva in termine di decessi, stress delle terapie intensive e dell'area medica. Non ce lo possiamo permettere, sarebbe folle». Queste le parole esatte che il premier Giuseppe Conte, ha pronunciato ieri , 19 novembre, in serata durante la riunione annuale dell'Anci. 

Nel trascorrere dei mesi, in questa incessante "morale del covid", ci siamo sentiti consigliare anche quanti invitati potevamo ospitare nelle nostre case, e chi potevamo accompagnare in automobile, e dove si poteva sedere il passeggero. 

Le raccomandazioni su come gestire la nostra vita sociale e famigliare sono state molte e siamo arrivati ad un consiglio che seppur corretto, suona paradossale pronunciato da un premier. Ed è rivolto al popolo italiano che però sembra francamente aver capito, almeno la maggior parte dei suoi cittadini, come comportarsi. E stride un pò, almeno nella testa di chi le regole le ha sempre seguite, questa ulteriore "ammonizione".

Prendiamo la nostra Como come esempio; non ci sarà la Città dei Balocchi, non ci sarano mercatini e per quanto concerne l'apertura dei negozi bisogna ancora capire orari, dinamiche  e possibilità. Sono al vaglio del Governo e del Comitato Tecnico Scientifico e probabilmente saranno indicate con più precisione nel prossimo decreto. 

Solo un un consiglio, una raccomandazione. Nessuno potrà entrare nelle nostre case a vedere quanti abbracci ci saremo o meglio non ci saremo dati. Nessuno potrà entrare ancora più in profondità nelle nostre emozioni e nello stravolgimento che certi "consigli" creano. Ci toccheremo i gomiti e ci sorrideremo dietro mascherine trasparenti. Mangeremo distanziati, cercando di essere meno di 6 persone e tutti, ovvaimente, parenti di primo grado. Tutto giusto. Per uscire da questo incubo chiamato covid ci vogliono atteggiamenti prudenti, ma questo lo avevamo capito. Era necessario parlare anche di baci e abbracci?  

Sperando che quando tutto questo sarà finito qualcuno ci consigli con la stessa costanza e frenesia di tornare a sorridere. 

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