Coronavirus

Mascherine, il Governo pensa ad una data per togliere l'obbligo all'aperto

In Italia da metà luglio potrebbero esserci novità per le mascherine e anche per la prologa dell'emergenza sanitaria

Mascherine all'aperto a Como (repertorio)

I temi scottanti sul tavolo del Governo in questi giorni sono due: togliere l'obbligo della mascherina all'aperto e se prologare o meno lo stato di emergenza. Sono argomenti non sa poco che potrebbero fare la differenza anche nell'economia di città turistiche come Como e in generale ridare alle imprese un pò di slancio e ottimismo. Siamo ancora nel campo delle ipotesi, ma se per le mascherine sembra esserci un quasi accordo generale, per lo stato di emergenza le cose stanno diversamente. 

Mascherine all'aperto: ipotesi 15 luglio

Per le mascherine si ipotizza la data del 15 luglio sulla scia di molti paesi europei che stanno togliendo quest'obbligo (in Francia decade oggi). L'ipotesi di Draghi si trova in accordo con le parole del ministro della Salute Speranza che ha definito questa data "realistica" anche se a inizio giugno il coordinatore del Cts Franco Locatelli aveva trattato l'argomento con estrema prudenza. "Capisco la voglia delle persone di emanciparsi da un oggetto anche molto simbolico. Andrà fatto un percorso graduale, partendo dai contesti all'aperto, dove ci sono minori rischi di contagio, per poi passare al chiuso". E poi ha aggiunto: "Aspettiamo ancora un mese, un mese e mezzo. Entro metà luglio affronteremo anche questo aspetto. Mi piacerebbe che l'attenzione rimanesse maggiormente orientata al completamento della vaccinazione".

Emergenza sanitaria

Se le mascherine all'aperto sembrano avere i giorni contati, più complessa è la questione della fine dell'emergenza sanitaria. In questo il Governo sembra essere diviso in due. Il premier vorrebbe allungarla fino al 31 dicembre 2021, mentre 

Pochi giorni fa invece il ministro della Salute Roberto Speranza aveva detto di augurarsi la fine dello stato di emergenza a luglio "per dare un segnale positivo al Paese". Sembrava quella la direzione. Segnale di ottimismo che forse non arriverà. Lo stato di emergenza verrà prorogato, forse addirittura fino a capodanno.

Il 31 luglio non si chiuderebbe quindi la stagione dei Dpcm (non più frequenti come nelle fasi più dure dell'emergenza sanitaria) e delle strutture straordinarie dedicate alla lotta al coronavirus, a differenza di quanto ipotizzato non solo da Speranza, ma anche da ministri e sottosegretari. Non serviranno in tal caso soluzioni normative particolari per prolungare l'incarico di Figliuolo ancora per molti mesi. La decisione spetta ora come ora al Consiglio dei ministri. Facile prevedere che ci sarà l'opposizione degli "aperturisti", Matteo Salvini in testa.

Che cosa significa e cosa cambia in concreto

Con la dichiarazione dello stato d'emergenza vengono attribuiti poteri straordinari al governo e alla Protezione civile, tra cui la possibilità di operare in deroga alle disposizioni di legge vigenti. Il provvedimento permette inoltre di effettuare alcuni interventi speciali con ordinanze in deroga alle disposizioni di legge (sempre però nel rispetto dei limiti costituzionali), tra i quali rientrano i Dpcm e le ordinanze ministeriali a cui il governo ha fatto ampiamente ricorso in questi mesi di emergenza coronavirus.

Lo stato di emergenza consente, per motivi sanitari, anche di bloccare i voli da e per gli Stati ritenuti a rischio, oppure di limitare gli ingressi da alcuni Paesi. E ancora: con la proroga dello stato di emergenza non cessa il coordinamento attribuito alla Protezione civile così come non decadono i poteri straordinari assegnati ai soggetti attuatori, che nella maggior parte dei casi sono i presidenti di regione. Resta attiva anche la funzione del Comitato tecnico scientifico. Quindi la proroga eventuale dello stato di emergenza fino al 31 dicembre cementerebbe anche l’incarico del commissario straordinario, il generale Francesco Paolo Figliuolo.

In altri termini, grazie allo stato di emergenza il governo potrà adottare altri Dpcm dopo il 31 luglio, comprese eventuali nuove restrizioni se - come è accaduto nell'estate 2020 - i contagi dovessero tornare a salire dopo le vacanze estive.

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